«L’acqua è nostra!» (Gen 26,20).L’acqua, merce o diritto? I - Bruno Bignami - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

«L’acqua è nostra!» (Gen 26,20).L’acqua, merce o diritto? I

digital «L’acqua è nostra!» (Gen 26,20).L’acqua, merce o diritto? I
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 3
titolo «L’acqua è nostra!» (Gen 26,20).L’acqua, merce o diritto? I
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 03-2011
issn 0042-7586 (stampa) | 2785-0846 (digitale)
€ 4,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Negli ultimi anni il controllo dei mercati idrici è divenuto una delle più ambite e redditizie frontiere del mercato globalizzato. L’acqua è stata così svilita a merce fra le altre, perdendo il riconoscimento di bene essenziale per la vita di ogni persona e,come sovente accade quando predominano le logiche del profitto, sono proprio le popolazioni più povere e marginali a pagare il prezzo più alto. Da anni la Chiesa e il suo magistero guardano preoccupati a questa situazione. Lo stesso Benedetto XVI è intervenuto riaffermando che diritto all’acqua e diritto primario alla vita sono indissolubilmente connessi e che è quindi necessario far maturare «una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni». Don Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, nel suo ampio studio offre una completa disamina della problematica, a partire – in questa prima sezione – anzitutto dalla descrizione dell’azione di accaparramento delle risorse idriche da parte delle multinazionali del settore e della relazione sempre più evidente fra accesso all’acqua e potere politico-economico. Il saggio si sviluppa in un secondo momento analizzando il significato che Bibbia e Magistero ecclesiale riconoscono all’acqua, traendone i criteri per un più ampio discernimento morale.

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