Abitare la crisi. La 'professione' del prete in un tempo di transizione.I - Luca Diotallevi - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

Abitare la crisi. La 'professione' del prete in un tempo di transizione.I

digital Abitare la crisi. La 'professione' del prete in un tempo di transizione.I
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 4
titolo Abitare la crisi. La 'professione' del prete in un tempo di transizione.I
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 04-2010
issn 0042-7586 (stampa) | 2785-0846 (digitale)
€ 4,00

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Percezione diffusa è che stiamo vivendo un tempo di profonda transizione: un ‘mondo’ sta per finire, senza che se ne sia ancora delineato uno nuovo. Questa fine comporta la crisi di tutte le istituzioni, con le loro norme, conoscenze e valori. L’articolo di Luca Diotallevi (docente di Sociologia all’Università di Roma Tre) mette a tema la domanda: come abitare questa crisi? La prospettiva secondo cui la riflessione si svolge è quella propriamente sociologica, cha aiuta a comprendere le dinamiche e i meccanismi in atto. In particolare, l’Autore si sofferma sul prete come ‘professionista’, intendendo questo termine nel suo significato tecnico di persona che sviluppa e attua una competenza autorevole e riconosciuta all’interno di un’istituzione. In quest’epoca di crisi la professione del prete, che in Italia mostra ancora una singolare tenuta, è tuttavia aperta a due derive degenerative: la trasformazione in imprenditore (il prete ‘carismatico’ che cerca di attrarre clienti, anche a costo di ‘svendere la merce’) o in impiegato che si limita ad amministrare la domanda religiosa. Il cedimento rispetto a tali derive espone al rischio di un esito negativo della crisi per l’istituzione Chiesa. Per contrastare queste tendenze, Diotallevi in conclusione propone cinque luoghi di rinnovamento dei preti come «professionisti di una religione di Chiesa»: il sapere teologico, lo spessore umano, la relazione con il presbiterio, l’esercizio corretto dell’autorità e l’assenza di clericalismo. Data la sua lunghezza, lo studio viene pubblicato in due riprese.