Al termine di questa lunga estate, segnata, fra altre eccezionalità, dalla continua proposta di eventi sportivi di altissimo livello, proponiamo una rifl essione fi losofi ca di raro valore che riporta in luce il signifi cato antropologico, e persino religioso, della pratica sportiva. Ne è autore il noto fi losofo francese Jean-Luc Marion che indaga, nel quadro di una fenomenologia del corpo, il senso profondo del gesto sportivo invitando chi lo pratica, ma anche chi solo ne fruisce, ad andare oltre la fascinazione estetica e tecnico prestazionale per leggervi una parabola dell’apprendere a vivere e morire, un invito a raggiungere il corpo e imparare da esso, ‘sentendolo’: lo sport «dà come l’occasione di una crisi, in cui si può giocare seguendo le regole del peccato, oppure quelle della carità. Una crisi salutare, che aiuta a non barare con la propria carne e la propria morte».

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