Innumerevoli pratiche di origine orientale, dalle arti marziali all’agopuntura, dalla medicina olistica di ascendenza indiana e cinese alle più svariate tecniche di meditazione, sono ormai dei riferimenti comuni e rilevanti per la vita di molti nel nostro Occidente secolarizzato. Sebbene l’approccio sia frequentemente ‘laico’, questo è sovente accompagnato da un signifi cativo rifl esso spirituale, rendendo il fenomeno interessante e di complessa interpretazione. Queste considerazioni valgono in modo eminente per lo yoga, la pratica forse più diffusa sebbene eterogenea. Il saggio si incarica di offrire, in due tempi, una tesi interpretativa di valore ma anche di indubbia utilità pastorale: Francesco Zampelli, insegnante di yoga, laureato in Storia, Antropologia, Religioni all’Università Sapienza di Roma, si propone nella prima parte dell’articolo di chiarire anzitutto cosa sia lo yoga; Stefano Biancu, professore di Filosofi a morale all’Università LUMSA di Roma, conclude l’intervento proponendo la tesi della funzione preambolare dello yoga, che possiede una comprovata capacità di favorire il ritorno a sé riducendo la dispersione dell’io, «da qui la funzione preambolare di pratiche e tecniche che consentono al soggetto di ritornare nel qui e ora: rapportandosi a se stesso e – se lo vorrà e deciderà – all’Altro che lo ha posto».

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