Libertà religiosa: il cambiamento di paradigma della «Dignitatis Humanae» - Silvia Scatena - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

Libertà religiosa: il cambiamento di paradigma della «Dignitatis Humanae»

digital Libertà religiosa: il cambiamento di paradigma della «Dignitatis Humanae»
Articolo
Rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
Fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 11
Titolo Libertà religiosa: il cambiamento di paradigma della «Dignitatis Humanae»
Autore
Editore Vita e Pensiero
Formato Articolo | Pdf
Online da 11-2013
Issn 0042-7586 (stampa) | 2785-0846 (digitale)
€ 4,00

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Nel quadro delle celebrazioni dell’Anno costantiniano, si è tenuto lo scorso ottobre, presso l’Aula Magna della sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il convegno filosofico-teologico Religioni, libertà e potere. Dedicato al delicato e attuale problema della libertà religiosa, ha affrontato la questione da molteplici punti di vista. Presentiamo qui l’intervento della prof.ssa Silvia Scatena, docente di Storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia. Il contributo ha offerto, nel quadro della sessione dedicata al rapporto fra religioni e istituzioni pubbliche, un profilo della complessa elaborazione della Dignitas Humanae, la Dichiarazione conciliare che ha profondamente rinnovato il linguaggio cattolico nell’affrontare il tema della libertà religiosa, dilatandolo oltre l’ambito del dialogo ecumenico e inaugurando un nuovo paradigma nel modo di porsi della Chiesa di fronte alle moderne società democratiche e ai loro valori fondanti. «Se l’idea della dignità dell’uomo, concepito a immagine del Creatore e chiamato a divenire figlio adottivo di Dio, apparteneva alla più originaria eredità della dottrina cristiana, la traduzione sociale e politica di tale dignità rappresentava evidentemente invece un decisivo elemento di svolta… La Dignitatis humanae stabiliva l’imprescindibilità del nesso fra questa stessa dignità e i diritti e le libertà nei quali la prima non può fare a meno di concretarsi: non c’è cioè un autentico riconoscimento della dignità della persona se questa non può effettivamente esercitare i diritti, dunque inalienabili, e le libertà che le sono propri».

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