Legge e libertà. La coscienza che discerne - Maurizio Chiodi - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

Legge e libertà. La coscienza che discerne

digital Legge e libertà. La coscienza che discerne
Articolo
Rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
Fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2020 - 3
Titolo Legge e libertà. La coscienza che discerne
Autore
Editore Vita e Pensiero
Formato Articolo | Pdf
Online da 03-2020
Issn 0042-7586 (stampa) | 2785-0846 (digitale)
€ 3,60

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La categoria di discernimento è ormai familiare a larga parte della coscienza ecclesiale grazie al rilevo a essa attribuito da papa Francesco, in particolare in Amoris laetitia. Don Maurizio Chiodi, docente di Teologia morale presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e ordinario di Bioetica presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, si propone con questa riflessione di illustrare in quattro passaggi l’attualità, la sensatezza e le dinamiche fondamentali che raccomandano oggi l’opportunità di pensare al giudizio morale in situazione come un atto di discernimento. Tale processo permette di andare oltre l’opposizione fra oggettività della norma e soggettività del giudizio del singolo; porta infatti «a superare le ristrettezze sia di un processo meramente deduttivo sia meramente creativo o inventivo». Discernere «implica una circolarità dialettica, secondo una sorta di apprendimento reciproco, tra esperienza e norma, nel suo riferimento al bene [… dove] la coscienza ha un compito ermeneutico: parte dall’esperienza, riconosce l’istanza normativa e incondizionata del bene che in essa si manifesta, e infine ritorna all’esperienza, per discernervi il bene possibile».

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