La cooperazione tra le Chiese cattoliche africane ed europee. Sullo scambio dei presbiteri fidei donum - Luigi Bressan - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

La cooperazione tra le Chiese cattoliche africane ed europee. Sullo scambio dei presbiteri fidei donum

digital La cooperazione tra le Chiese cattoliche africane ed europee. Sullo scambio dei presbiteri fidei donum
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 5
titolo La cooperazione tra le Chiese cattoliche africane ed europee. Sullo scambio dei presbiteri fidei donum
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 05-2012
issn 0042-7586 (stampa) | 2785-0846 (digitale)
€ 4,00

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Lo studio di mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente della Commissione episcopale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese, approfondendo il tema dello scambio di presbiteri fra la Chiesa italiana e quelle africane, pone in risalto il problema più generale del suo valore pastorale. Ancor più delicato in considerazione del rilievo quantitativo del fenomeno: il numero totale dei sacerdoti non italiani formalmente impegnati nel servizio in Italia è infatti oggi superiore a 3.000 ed è in costante aumento. Al fi ne di rendere più feconda e ordinata la cooperazione, la CEI ha recentemente rivisto le convenzioni che la disciplinano (giugno 2010), ribadendo in particolare l’obbligatorietà del parere col vescovo del paese d’origine che attesta sia la condotta di ogni sacerdote sia la sua volontà di cooperare. Corrispettivamente, viene lì sottolineata l’importanza che il vescovo ospitante giudichi quali siano i reali frutti del lavoro dei fidei donum, «in termini non di prestazione ma di cooperazione ecclesiale, in termini non di manodopera ma di fraternità, non in quantità di celebrazioni ma di testimonianze e di qualità sacerdotale». Queste attenzioni, conclude l’Autore, impegnano e responsabilizzano tanto le Chiese di accoglienza quanto quelle di invio e potranno raggiungere l’obiettivo voluto, anzitutto se esse non vengono interpretate come strumenti burocratici ma come stimolo alla progettualità delle Chiese locali.