La divina immaginazione. L’estro dell’agire di Dio nella creazione e nella storia - Luciano Manicardi - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

La divina immaginazione. L’estro dell’agire di Dio nella creazione e nella storia

digital La divina immaginazione. L’estro dell’agire di Dio nella creazione e nella storia
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 10
titolo La divina immaginazione. L’estro dell’agire di Dio nella creazione e nella storia
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 10-2009
issn 0042-7586 (stampa) | 2785-0846 (digitale)
€ 4,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

L’immaginazione, caratteristica dell’agire di Dio nella creazione e nella storia, è dimensione ineliminabile sia della scrittura biblica sia soprattutto della struttura dell’uomo che, in quanto imago Dei, è anche homo imaginans. Essa dà voce al linguaggio del desiderio umano, è anticipazione del futuro e invenzione di orizzonti, apre al pensiero di sé e della Chiesa al futuro; non è quindi attività oziosa o inutile. Obiettivo di questo contributo del monaco di Bose Luciano Manicardi è proprio di ribadire la dimensione teologica e antropologica della spesso bistrattata facoltà dell’immaginazione. Lo scritto è parte di un volume di prossima uscita1 (Sogni da prete, a cura di A. Sabatelli, EDB, Bologna) che raccoglie i risultati di una ricerca voluta dalla Facoltà Teologica Pugliese sulla condizione dei preti in Puglia. Inchiesta innovativa perché dedicata non soltanto all’acquisizione di dati empirici, ma a verificare se e come avviene l’immaginazione del futuro personale e della Chiesa da parte di presbiteri di diverse età e condizioni. In tempi di crisi, quando il futuro si colora delle tinte della minaccia, a fronte del rischio della riduzione funzionalistica del ministero presbiterale, ricordare l’essenzialità dell’immaginazione significa anche ridare fiato al primato del desiderio sulla costrizione rappresentata dai molti bisogni pastorali e affermare che l’uomo, e così anche il prete, è chiamato prima a creare che a fare. A essere creativo, più che esecutore.

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