«Come mai questo tempo non sapete valutarlo?» (Lc 12,56). Stimoli per un discernimento in tempi di nuova evangelizzazione - Luca Bressan - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

«Come mai questo tempo non sapete valutarlo?» (Lc 12,56). Stimoli per un discernimento in tempi di nuova evangelizzazione

digital «Come mai questo tempo non sapete valutarlo?» (Lc 12,56). Stimoli per un discernimento in tempi di nuova evangelizzazione
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 1
titolo «Come mai questo tempo non sapete valutarlo?» (Lc 12,56). Stimoli per un discernimento in tempi di nuova evangelizzazione
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 01-2012
issn 0042-7586 (stampa) | 2785-0846 (digitale)
€ 6,00

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L’esplicito invito al discernimento che i vescovi italiani rivolgono alle loro Chiese negli Orientamenti pastorali per il decennio in corso rappresenta un appello a produrre un’interpretazione, realistica e spirituale insieme, del contesto nel quale ci troviamo a vivere. Don Luca Bressan, docente di Teologia pastorale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale e membro della redazione della Rivista, fa proprio questo invito cercando le ragioni dell’attuale mancanza di una lettura del presente, capace sia di unifi care un corpo ecclesiale smarrito e frammentato sia di dargli le energie per immaginare un futuro praticabile. Dopo aver delineato struttura e luoghi del discernimento, cerca di proiettarlo nel processo della ‘nuova evangelizzazione’ che chiede alla Chiesa di saper abitare questo nuovo clima culturale in modo propositivo: mantenendo lucidità, elaborando letture e giudizi della situazione che permettono di riconoscere il bene anche dentro scenari nuovi, individuando così i luoghi a partire dai quali dare nuova vitalità al proprio impegno missionario ed evangelizzatore. Il rinnovamento auspicato signifi ca quindi «riuscire ad avere delle comunità cristiane che vivano sempre meno la propria fede come un presupposto e invece facciano della loro esperienza di Dio il centro del proprio esserci», ma ciò non può in alcun modo essere «frutto di un semplice atto di volontà, bensì il risultato di una seria azione di discernimento».