Nuova evangelizzazione e pastorale degli adulti - Giovanni Cesare Pagazzi - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

Nuova evangelizzazione e pastorale degli adulti

digital Nuova evangelizzazione e pastorale degli adulti
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 10
titolo Nuova evangelizzazione e pastorale degli adulti
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 10-2012
issn 0042-7586 (stampa) | 2785-0846 (digitale)
€ 4,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Abbiamo assistito in questi ultimi anni alla rapida erosione dei linguaggi e dei gesti elementari per comunicare il senso delle cose di ogni giorno che, come tali, determinano la strutturazione dell’identità di singoli e società. Da questo processo non sono certo escluse le questioni e le pratiche della fede. La pastorale odierna più avvertita cerca di ovviare con generosità a questo scollamento, grazie ad approcci diversi, riferiti alla ‘nuova evangelizzazione’ e declinati come ‘primo’ o ‘secondo annuncio’ e ‘modello catecumenale’. A volte però questi nuovi stili pastorali rischiano di segnare una rottura netta con la pratica religiosa ancora in corso. Don Giovanni Cesare Pagazzi, docente di Teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, mette in guardia da questo pericolo, riprendendo dalla Scrittura note di metodo e di stile che offrono un sicuro riferimento ai pur necessari processi di innovazione pastorale. A partite dal movimento fondamentale di novità e ripetizione – la Bibbia non procede per sostituzioni, ma sempre per riprese – lo studio sottolinea a mo’ di necessari corollari la capacità evangelica di stimare l’interlocutore e il saper scegliere ‘prese’ antropologiche sicure (che sappiano sostenere una ripresa della fede), come la generazione, l’abitazione, il nutrimento, le tensioni dell’età di mezzo. Secondo questa prospettiva tutti «gli adulti a noi affidati – risultato di stili e metodiche pastorali che potremmo considerare un po’ stanche e di esperienze complesse e poco decifrabili – permettono comunque una presa, propiziante la nostra ri-presa la quale quindi non parte da un “punto zero”, ma da un vissuto storico, comprendente magari un itinerario (un po’ confuso e ambivalente) di fede».