Sull’interpretazione del Vaticano II. L’ermeneutica della riforma, compito per la teologia - Gilles Routhier - Vita e Pensiero - Articolo Rivista del Clero Vita e Pensiero

Sull’interpretazione del Vaticano II. L’ermeneutica della riforma, compito per la teologia

digital Sull’interpretazione del Vaticano II. L’ermeneutica della riforma, compito per la teologia
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 11
titolo Sull’interpretazione del Vaticano II. L’ermeneutica della riforma, compito per la teologia
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 11-2011
issn 666666RIVISTACLERO (stampa)
€ 4,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Il prossimo anno verranno celebrati i 50 anni dell’apertura del Concilio Vaticano II, distanza temporale che consente di riprendere con maggior ponderazione il dibattito sul significato che quell’evento di capitale importanza assume per il futuro della Chiesa. In particolare ancora molto viva è la discussione su come debba essere interpretato il suo insegnamento in rapporto alla tradizione magisteriale della Chiesa postridentina. ll prof. Gilles Routhier, docente alla facoltà di Teologia dell’Università Laval, Québec, cerca in questo suo intervento di ricostruire tale dibattito relativamente alla disputa che contrappone un’ermeneutica della ‘rottura’ a una della ‘continuità’. In questa prima parte del suo intervento (la seconda comparirà sul n. 12 della Rivista) la ricostruzione prende le mosse dai negoziati condotti dalla Santa Sede con mons. Lefebvre e il suo gruppo, quindi analizza la scelta, operata negli anni ’80 dal card. Ratzinger, di sottolineare la ‘continuità’ dell’insegnamento conciliare in dialettica con le posizioni tradizionaliste del vescovo di Écône. Il saggio verrà completato sul prossimo numero dalla presentazione della proposta che papa Benedetto XVI ha posto in primo piano: quella di un’ermeneutica della riforma. Secondo Routhier questa autorevole indicazione rappresenta un compito importante per la teologia, che non deve accontentarsi di una concezione meccanica e ripetitiva della tradizione, fino ad ora incapace di cogliere il Concilio Vaticano II nella ricchezza dei suoi significati.

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