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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 4

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 4
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 4 - 2013
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 4
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Sommario

La forza della mitezza
pagine: 4 Scarica
Tra carne e parola, la famiglia
di Xavier Lacroix pagine: 11 € 4,00
Abstract
Xavier Lacroix (filosofo, docente all’Università cattolica di Lione e membro del Comitato nazionale francese di etica) offre in queste pagine una riflessione rigorosa sulla famiglia, su ciò che la identifica e sui suoi elementi costitutivi. In particolare, l’Autore mostra come sia l’alleanza coniugale a fondare la filiazione e la famiglia. Tale legame coniugale, se vivo e duraturo, consente di illuminare altre configurazioni familiari e di individuare ciò che ad esse manca, per porvi rimedio, almeno parzialmente. Questa riflessione di tipo fondamentale aiuta a situarsi correttamente all’interno di dibattiti importanti e accesi, come quello recente in Francia sul matrimonio tra gli omosessuali. L’articolo è stato originariamente pubblicato sul fascicolo di marzo 2013 della rivista «Études».
«Credere» nel racconto di Marco. Il Vangelo come itinerario di fede
di Benôit Standaert pagine: 12 € 4,00
Abstract
Lo scorso gennaio dom Benoît Standaert, osb, noto autore spirituale ed esegeta, monaco presso l’abbazia di S. Andrea a Bruges (Belgio), è stato invitato a tenere un incontro alla ‘Tre giorni parroci’ della città di Milano. La centralità del tema proposto, ‘Il Vangelo come itinerario di fede’, e l’autorità del relatore ne consigliano una diffusione più ampia, a beneficio di quanti desiderino fondare il proprio cammino spirituale in uno stretto confronto con la Parola. L’intervento delinea dapprima il particolare significato che il credere assume nel secondo vangelo, per poi concentrarsi sull’itinerario iniziatico che esso impone al lettore portandolo a ripercorrere la stessa drammatica vicenda che fu di Pietro, il primo fra gli apostoli. Seguendo la narrazione di Marco, il credente diventa così adulto, segue un vero percorso di iniziazione che lo abilita alla testimonianza: «Non possiamo trasmettere altro da ciò che abbiamo attraversato come prova spirituale. Ma anche: non possiamo non trasmettere il paradosso sino alla fine, una volta che abbiamo visto, capito, integrato».
Ildegarda di Bingen dottore della fede. Un messaggio attuale, allora come oggi
di Rainer Berndt SJ pagine: 20 € 4,00
Abstract
Teologa e profetessa del secolo XII, Ildegarda di Bingen ha goduto di fama di santità mentre era ancora in vita. Due tentativi di canonizzazione maldestramente condotti nel secolo XIII non approdarono al riconoscimento ufficiale. Questo è avvenuto solo di recente, grazie alla determinazione di Benedetto XVI che, con iniziativa fulminea, prima (10 maggio 2012) l’ha proclamata santa, pur in assenza di miracoli, e poi (7 ottobre 2012) dottore della Chiesa. Tali atti attestano la particolare predilezione di papa Benedetto per la veggente renana, nel quadro della sua devozione nei confronti di teologi e riformatori monastici del Medioevo, e insieme rivelano uno specifico accento del suo magistero, tanto più significativo in quanto fissato nell’imminenza della rinuncia. La fede intimamente vissuta permise a Ildegarda di esprimere una lucida e coraggiosa denuncia dei mali della Chiesa e in particolare del clero indegno del tempo. A sua volta, per rimarcare il proprio sdegno nei confronti di comportamenti pedofili del clero recentemente venuti alla luce, il papa si richiamava a lei nel discorso tenuto il 20 dicembre 2010 a cardinali, vescovi e presbiteri riuniti per gli auguri natalizi. In quell’occasione Benedetto XVI affermava: "Siamo stati sconvolti quando, proprio in quest’anno e in una dimensione per noi inimmaginabile, siamo venuti a conoscenza di abusi contro i minori commessi da sacerdoti, che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita. In questo contesto, mi è venuta in mente una visione di sant’Ildegarda di Bingen che descrive in modo sconvolgente ciò che abbiamo vissuto in quest’anno. «Nell’anno 1170 dopo la nascita di Cristo ero per un lungo tempo malata a letto. Allora, fisicamente e mentalmente sveglia, vidi una donna di una bellezza tale che la mente umana non è in grado di comprendere. La sua figura si ergeva dalla terra fino al cielo. Il suo volto brillava di uno splendore sublime. Il suo occhio era rivolto al cielo. Era vestita di una veste luminosa e raggiante di seta bianca e di un mantello guarnito di pietre preziose. Ai piedi calzava scarpe di onice. Ma il suo volto era cosparso di polvere, il suo vestito, dal lato destro, era strappato. Anche il mantello aveva perso la sua bellezza singolare e le sue scarpe erano insudiciate dal di sopra. Con voce alta e lamentosa, la donna gridò verso il cielo: “Ascolta, o cielo: il mio volto è imbrattato! Affliggiti, o terra: il mio vestito è strappato! Trema, o abisso: le mie scarpe sono insudiciate!”. E proseguì: “Ero nascosta nel cuore del Padre, finché il Figlio dell’uomo, concepito e partorito nella verginità, sparse il suo sangue. Con questo sangue, quale sua dote, mi ha preso come sua sposa. Le stimmate del mio sposo rimangono fresche e aperte, finché sono aperte le ferite dei peccati degli uomini. Proprio questo restare aperte delle ferite di Cristo è la colpa dei sacerdoti. Essi stracciano la mia veste poiché sono trasgressori della Legge, del Vangelo e del loro dovere sacerdotale. Tolgono lo splendore al mio mantello, perché trascurano totalmente i precetti loro imposti. Insudiciano le mie scarpe, perché non camminano sulle vie dritte, cioè su quelle dure e severe della giustizia, e anche non danno un buon esempio ai loro sudditi. Tuttavia trovo in alcuni lo splendore della verità”. E sentii una voce dal cielo che diceva: “Questa immagine rappresenta la Chiesa. Per questo, o essere umano che vedi tutto ciò e che ascolti le parole di lamento, annuncialo ai sacerdoti che sono destinati alla guida e all’istruzione del popolo di Dio e ai quali, come agli apostoli, è stato detto: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura (Mc 16,15)”». (Lettera a Werner von Kirchheim e alla sua comunità sacerdotale: PL 197, 269 ss.). Nella visione di sant’Ildegarda, il volto della Chiesa è coperto di polvere, ed è così che noi l’abbiamo visto. Il suo vestito è strappato, per la colpa dei sacerdoti. Così come lei l’ha visto ed espresso, l’abbiamo vissuto in quest’anno. Dobbiamo accogliere questa umiliazione come un’esortazione alla verità e una chiamata al rinnovamento". Nella prospettiva di Benedetto XVI, l’insegnamento di Ildegarda sulla Chiesa si radica nella sua concezione della fede come dono assolutamente gratuito, da accogliere nell’interiorità della relazione con Dio e da vivere in una dimensione limpidamente comunitaria. Nella scia di Anselmo e Bernardo, Ildegarda si inscrive da questo punto di vista nel solco della tradizione agostiniana e benedettina, come spiega il prof. Rainer Berndt sj, il teologo che in qualità di perito ha ufficialmente seguito la procedura attraverso cui la santa è stata elevata al rango di dottore della Chiesa. L’articolo è la traduzione del discorso da lui tenuto il 31 ottobre 2012 nella parrocchia di Sankt Hildegard (Rüdesheim-Eibingen) in occasione delle celebrazioni della Conferenza Episcopale Tedesca per la proclamazione della santa a dottore della Chiesa. Nella prima parte l’Autore presenta la dottrina ildegardiana della fede nel contesto teologico e monastico del suo tempo. Nella seconda lascia fittiziamente la parola alla stessa Ildegarda. Rivolgendosi ai cristiani del nostro tempo e facendo riferimento a vicende per certi versi analoghe avvenute nel proprio secolo, la santa invita a superare fraintendimenti e divisioni che ancora impediscono la piena recezione del Concilio Vaticano II.
Fra passato, presente e futuro. Attuare il Vaticano II o aspettare un nuovo concilio?
di Claudia Di Filippo Bareggi pagine: 13 € 4,00
Abstract
Il Vaticano II attende ancora una sua compiuta applicazione e questa dilazione dei tempi, per molti aspetti del tutto fisiologica, dà adito a una pluralità di reazioni e giudizi, talvolta diversi fino a contrapporsi. Claudia Di Filippo Bareggi, docente di Storia moderna all’Università degli Studi di Milano, delinea in questo studio un accurato quadro storico dell’evoluzione della Chiesa cattolica e del papato, dall’epoca Tridentina all’attuale, al fine di porre le premesse per una corretta valutazione dell’evento Vaticano II e della sua difficile attuazione in questi cinquanta anni nella prospettiva della recentissima svolta impressa dall’elezione di papa Bergoglio.
Fede e fiducia
di Ezio Prato pagine: 10 € 4,00
Abstract
Rarefatta e in crisi come virtù sociale, la fiducia viene oggi enfatizzata soprattutto quale risorsa dell’uomo proteso alla conquista del mondo, provocando così una curiosa figura di fiducia narcisisticamente ripiegata sul singolo e portatrice di sospetto sugli altri. Tuttavia, se ben letta, l’esperienza universale della fiducia rappresenta una risorsa per una migliore comprensione della fede cristiana. Don Ezio Prato, docente di Teologia fondamentale presso la Facoltà teologica di Milano e il Seminario vescovile di Como, mostra come l’apertura originaria alla vita, che accade all’essere umano a partire dall’esperienza della relazione fiduciale con la madre, possa mantenere la promessa che contiene solo a partire dalla comprensione ultima della realtà che il cristianesimo potrà confermare: «La realtà cristiana sarà l’unica spiegazione pienamente sufficiente di ciò che è implicato nella prima esperienza dell’essere da parte dello spirito che si risveglia: essere e amore sono coestensivi».

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