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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 2

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 2
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 2 - 2013
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 2
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

Due paradossi evangelici: la forza nella debolezza, l’amore al nemico
pagine: 4 Scarica
Chi ha diritto di parola nella Chiesa?
di Giacomo Canobbio pagine: 17 € 4,00
Abstract
L’interrogativo che fa da titolo all’intervento di mons. Giacomo Canobbio, docente di Teologia dogmatica alla Facoltà teologica di Milano, offre un’occasione preziosa per verificare la recezione del rinnovamento ecclesiologico proposto dal Vaticano II e che, in questi cinque decenni, ha incontrato non poche difficoltà. Ancor oggi prevale presso l’opinione pubblica, laica ed ecclesiale, la rappresentazione di una Chiesa nella quale vigono una concentrazione verticistica e clericale della parola pubblica e una consistente difficoltà nel realizzare forme partecipate di decisione. Viene in tal modo mortificata la nativa corresponsabilità dei laici nella missione della Chiesa, affermata con nitore dal Concilio. Molti i motivi di questa perdurante configurazione, che tuttavia, secondo l’Autore, può trovare una via di evoluzione anzitutto ripensando la presenza dei laici nella Chiesa, riconoscendo loro un ruolo adulto e non surrogabile nel discernimento dei ‘segni dei tempi’; in secondo luogo potenziando gli ambiti di libera opinione nella Chiesa; cercando, infine, metodi mediante i quali giungere a formare un’opinione tendenzialmente comune.
«Fino a quando?». Il lamento e la fede
di Giovanni Cesare Pagazzi pagine: 9 € 4,00
Abstract
Molti considerano negativamente l’esperienza del lamento interpretandolo quale ‘tentazione’. Eppure il testo biblico riporta lamentazioni di Dio e dello stesso Gesù. Piuttosto è la ‘mormorazione’ ad essere severamente censurata dalla Scrittura. Prendendo le mosse da questi dati biblici, don Giovanni Cesare Pagazzi, docente di Teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, costruisce una fenomenologia della lamentazione quale figura della fede salda: resistente alle fatiche dell’intesa e alle frustrazioni, animata da incrollabile fiducia nella bontà della relazione, seppur mai trovata una volta per tutte. Viceversa, occorre particolare vigilanza nei confronti della mormorazione, figura che si sottrae al legame, verso il quale ha in realtà già smesso di nutrire speranza. Andrebbe quindi evangelizzato chi mormora, «incoraggiandolo a non temere e sospettare proprio quella relazione percepita a volte come resistente, dura e urtante, poiché perfino questi aspetti potrebbero indicare quell’affidabilità e consistenza capaci di ospitare e sostenere il lamento faccia a faccia».
Il prete, uomo di comunione. La buona comunicazione come risorsa pastorale
di Donato Pavone pagine: 16 € 4,00
Abstract
L’attuale cultura postmoderna, così attenta alla dimensione intersoggettiva, richiede al prete di declinare il suo costitutivo essere ‘uomo della comunione’ in una specifica attenzione relazionale. D’altra parte, poiché le molteplici forme del vivere comune sono una straordinaria risorsa per l’annuncio del Vangelo, il prete stesso non può non interrogarsi su quali siano le concrete modalità espressive della comunione, capaci di propiziare il suo ministero. Don Donato Pavone, sacerdote della diocesi di Treviso, psicologo e delegato del vescovo per la formazione permanente del clero, propone in questo saggio una ricca analisi di risorse, difficoltà e strategie relazionali, normalmente incontrate dal prete nella vita comunitaria e nei suoi molteplici e inevitabili conflitti. Una disamina ampia e utile, nella quale ognuno potrà riconoscere almeno parte della propria esperienza pastorale, e ravvisare le molteplici strategie ‘difensive’ spesso inconsapevolmente messe in atto a protezione delle proprie insicurezze, della scarsa disponibilità al confronto e al dialogo e, quindi, a quella buona capacità di comunicare che «è la via ordinaria di risoluzione di conflitti e tensioni».
Del ‘buon uso’ del Catechismo della Chiesa Cattolica
di Enzo Biemmi pagine: 16 € 4,00
Abstract
L’impiego del Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) nella catechesi e nella formazione dei catechisti merita una riflessione. Il testo, recentemente riproposto da Benedetto XVI come «sussidio prezioso» per l’anno della fede, non si presta infatti a un facile e immediato impiego nelle dinamiche della catechesi, intesa quale atto vivo di trasmissione della fede. Le competenti e articolate riflessioni di fr. Enzo Biemmi, FSF, presidente del gruppo dei catecheti europei e direttore dell’ISSR di Verona, riprendono le caratteristiche del CCC nel quadro della tradizione dei grandi catechismi del passato per meglio comprendere il suo ‘buon uso’ pastorale. Distinguere catechismo da catechesi, evitare di ridurre la Rivelazione a somma di verità da credere, prestare attenzione ai contenuti del credere distinguendoli dalla loro riduzione dottrinale: questi alcuni dei suggerimenti che convergono nel ricordare che al centro della catechesi sta la Parola di Dio letta secondo la comprensione della Chiesa. «Si serve la fede quando se ne assicura la sua struttura fondamentale, quando rimane indissolubilmente atto, contenuto e atteggiamento. Risulta così chiaro che la lettura del CCC è buona quando, attraverso il contenuto, suscita l’atto della fede e conduce all’atteggiamento di una vita conforme al dono ricevuto».
Alle frontiere della storia. La responsabilità della sentinella (Is 21,6-12)
di Benedetta Rossi pagine: 11 € 4,00
Abstract
La lettura del testo di Isaia qui proposta dalla biblista sr. Benedetta Rossi MDM propone una suggestiva riflessione sulla figura della sentinella. Essa è immagine del profeta, tutto teso all’ascolto della parola e a scrutare il senso degli eventi. Il profeta sta ai margini e sugli avamposti per acquisire nuovi punti di vista, la capacità di farsi carico di domande e istanze provocate dagli eventi, attendendo con coraggio una parola di ritorno. Il brano così interpretato istruisce sul modo di stare nel nostro tempo, specie chi è investito di grandi responsabilità nei confronti della comunità cristiana.
Una vita per gli ultimi. Il ministero episcopale di Oscar Arnulfo Romero
di Antonio Agnelli pagine: 11 € 4,00
Abstract
Il 23 marzo 1980 mons. Oscar Arnulfo Romero venne assassinato mentre celebrava l’Eucaristia nella cappella del piccolo ospedale Divina Providencia a El Salvador. A 33 anni dalla sua scomparsa ricordiamo con questa nota i tratti salienti del suo ministero episcopale e della cristologia che l’hanno ispirato. Ne è autore Antonio Agnelli (presbitero della diocesi di Cremona, dove insegna Introduzione alla Teologia presso l’Università Cattolica), che delinea il profilo biografico, teologico e pastorale della figura di mons. Romero. Il suo tratto caratteristico fu la fedeltà al Vangelo, ai poveri e alle indicazioni del Concilio Vaticano II. Ne fu frutto coerente la condivisione, fino al martirio, del destino del popolo di El Salvador, dove «egli ha creduto, amato, e seguito Gesù, Figlio di Dio fatto uomo e nostro fratello maggiore, sino alla fine, attraverso una mistica dagli occhi aperti e dal cuore vibrante, mediante un’unione con lui così vera e profonda, da permettergli di riconoscerlo senza alcuna difficoltà negli sguardi degli impoveriti e sofferenti».
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