Il tuo browser non supporta JavaScript!

LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 6

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 6
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 6 - 2012
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 6
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Sommario

Un tempo propizio
pagine: 2 Scarica
Nuovi linguaggi per dire la fede
di Marco Tibaldi pagine: 16 € 4,00
Abstract
Le formule di largo uso che condensano il tradizionale linguaggio della fede non sono più comprensibili dalla stragrande maggioranza dei nostri contemporanei, non trovano più posto nella nostra immagine del mondo e devono essere pertanto tradotte e comprese in un modo nuovo. A partire da questa persuasione, Marco Tibaldi, docente di Introduzione al mistero cristiano e Antropologia teologica presso l’ISSR di Bologna, presenta qui, all’interno di una cornice fondativa, alcune esperienze ed esempi concreti di utilizzo di ‘nuovi’ linguaggi per la comunicazione della fede: quelli propri dell’arte sacra, del cinema e della multimedialità, fi no alla comicità. Questi tentativi sono accomunati non tanto dal riprendere l’uno o l’altro aspetto della dottrina cattolica, quanto dal ripensare l’insieme delle categorie con cui è stata formulata; a tal fi ne, afferma l’Autore, è sempre più necessaria «una sorta di nuova teosemiotica, intendendo con questo termine proprio la rifl essione a tutto tondo sui segni con cui noi parliamo di Dio, per meglio comprendere i segni con cui Dio ci ha parlato e ci parla tuttora».
Giuseppe, «uomo giusto» (Mt 1,19).Dalla paternità di Giuseppe alla paternità oggi
di Luciano Manicardi pagine: 19 € 4,00
Abstract
I vangeli parlano poco di Giuseppe, «padre» di Gesù. Lo studio di Luciano Manicardi, monaco di Bose, scava nelle parole del racconto di Matteo per individuare i tratti della singolare paternità di Giuseppe che, priva del momento generativo in senso biologico, si sostanzia invece nell’accompagnamento, nel servizio e nella prossimità al fi glio, «quel cammino educativo che normalmente è ben più problematico dell’atto di rendere incinta la donna». Precisamente nella decisione di accogliere Maria e suo fi glio si comprende l’essere «giusto» di Giuseppe, che in questo processo di discernimento non solo si pone in sintonia con le paradossali logiche secondo cui Dio ha guidato la storia della salvezza, ma realizza quella giustizia della fede che ha molto da dire sulla paternità. Essa infatti si nutre di un volere giusto, sa portare su di sé la sofferenza dell’altro, è prassi d’accoglienza, è profezia e coraggio che sa integrare anche le dimensioni inconsce della persona. Inaspettatamente forse, la lettura di Manicardi riesce a sbalzare una ricca fenomenologia della paternità di Giuseppe, caratterizzata da un’evidente dimensione di universalità: egli è «il padre che sa vivere la paternità perché spoglia la paternità di ciò che di violento, aggressivo, ma anche di paura e di autodifesa vi può essere nell’esercizio della paternità».
Quale ministero per i diaconi? Uno sguardo ecclesiologico
di Alphonse Borras pagine: 19 € 4,00
Abstract
Perché preparare diaconi per le nostre Chiese diocesane? Più precisamente, per fare che? Queste le domande che guidano l’articolato saggio di Alphonse Borras, professore all’Università Cattolica di Lovanio, tanto più urgenti in questo momento della vita ecclesiale, in cui la recezione del diaconato permanente rischia di essere ipotecata dalla penuria dei preti. Lo studio affronta analiticamente le ragioni dell’originalità del diaconato permanente, articolando rifl essione teologica e analisi delle concrete forme di questo ministero, offrendo uno sguardo equilibrato e completo delle complesse problematiche ecclesiologiche che possono favorire o viceversa svuotare di senso il diaconato permanente. Borras sottolinea con particolare cura gli aspetti legati alla gestione canonica, all’accompagnamento e all’inserimento ecclesiale di queste fi gure: «Perché è proprio sul piano dell’agire – essendo il ministero essenzialmente un fare, un agire: quello relativo all’edifi cazione della Chiesa e all’annuncio del Vangelo – che si gioca la novità del diaconato». Il senso del suo ripristino si misura infatti sulla coerenza della sua effettiva messa in opera sul campo della pastorale delle Chiese locali.
La disabilità nella famiglia tra lavoro e festa
di Franco Giulio Brambilla pagine: 9 € 4,00
Abstract
Il pomeriggio del 31 maggio, il Congresso teologico-pastorale del VII Incontro Mondiale delle Famiglie si è articolato in diverse sessioni, svoltesi in alcune località lombarde. Nelle strutture della Nostra Famiglia di Bosisio Parini (LC), luogo d’eccellenza nella cura dell’handicap, si è approfondito il tema Famiglia e handicap. Pubblichiamo qui l’intensa e ricca rifl essione di S.E. mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e animatore dell’associazione Una famiglia di famiglie, proposta in quell’occasione, che ha riletto le specifi che problematiche delle famiglie con un fi glio disabile. Alle prese con una povertà interminabile, queste famiglie, ancor più delle altre, necessitano di un contesto sociale ed ecclesiale amico e solidale. In particolar modo la famiglia con la persona disabile (bimbo, adolescente, giovane adulto, anziano) necessita di stare in profonda relazione con altre famiglie con fi gli cosiddetti normali. L’esperienza di tanti anni di movimento di famiglie con fi gli/adulti disabili insieme a famiglie di fi gli normodotati, racconta che tutto questo è un grande patrimonio di umanità per tutti, per gli uni e per gli altri. Anzi è un ‘piccolo laboratorio’ di vita cristiana ed ecclesiale e persino di vita civile e sociale.
Il Cortile dei Gentili. Uno spazio per il confronto
di Laurent Mazas pagine: 9 € 4,00
Abstract
Ha poco più di un anno, ma è già di respiro internazionale, il Cortile dei Gentili, la struttura vaticana nata da una intuizione profetica di Benedetto XVI, il 21 dicembre 2009, e diretta dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontifi cio Consiglio della Cultura. Padre Laurent Mazas, che ne è Direttore esecutivo, presenta le principali tappe fi nora toccate, la favorevole accoglienza che l’iniziativa sta incontrando e, segnatamente, il clima di profondo rispetto e ascolto che caratterizza il confronto fra credenti e non credenti, segno che la ricerca del vero e del bene appartiene a tutti gli uomini di buona volontà. La via scelta, quella dell’interculturalità e del dialogo, è il motivo per cui il Cortile si confi gura come un prezioso spazio aperto dove passano le voci, dove ci si confronta tra diversi, senza pretendere conversioni o inversioni di cammini spirituali.

Pinterest