Il tuo browser non supporta JavaScript!

LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 5

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 5
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 5 - 2012
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 5
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Sommario

Coltivare e custodire
pagine: 2 Scarica
L'eco dello Spirito. Un'interpretazione della coscienza morale
di Aristide Fumagalli pagine: 15 € 4,00
Abstract
Il mistero della coscienza ha suscitato da sempre un grande fascino non solo nella rifl essione teologica, ma anche in quella di pensatori e letterati di ogni estrazione. Recentemente il tema è stato riconsiderato in un signifi cativo studio di teologia morale di don Aristide Fumagalli, docente di Teologia morale nel Seminario Arcivescovile di Milano: L’eco dello Spirito. Teologia della coscienza morale. Abbiamo chiesto all’Autore di riprendere per i nostri lettori la tesi centrale del saggio, che interpreta la coscienza come ‘fenomeno relazionale’, dovuto cioè alla relazione tra lo Spirito divino e la libertà umana. Secondo questa interpretazione sarebbe la sintonia o distonia della libertà nei confronti dello Spirito a originare il mistero della coscienza morale, la quale può essere meglio compresa come l’eco dello Spirito riflessa dalla libertà. Quindi la coscienza non è comprensibile a partire da una sola delle sue dimensioni, antropologica o teologica, e neppure dal semplice accostamento delle due: «L’interpretazione della coscienza come “eco” sembra meglio rendere ragione e del carattere umano e del carattere divino della voce della coscienza. Senza essere la sola voce dello Spirito o la sola voce della libertà, la coscienza le evoca entrambe, così da poter esser effettivamente detta voce dell’Uno e dell’altra».
Il potere e la sua ambiguità. Alcune riflessioni a partire dall'Antico Testamento
di Donatella Scaiola pagine: 17 € 4,00
Abstract
La Bibbia rifl ette continuamente sul potere, tanto che il tema può essere considerato una delle sue categorie centrali, dall’importante signifi cato teologico. Tuttavia non sono molti gli studi esegetici che se ne sono occupati con sistematicità. L’interessante studio di Donatella Scaiola, docente presso la Pontifi cia Università Urbaniana, rappresenta il primo saggio di un progetto più ampio inteso a studiare il potere politico nella Scrittura veterotestamentaria. Diviso in due parti, presenta anzitutto l’analisi di alcuni testi signifi cativi (Gen 11, Es 1, Ester), emblematici per la sottile e ironica denuncia dei limiti del potere, tanto più evidenti quanto più arroganti e pervasive divengono le forme del suo esercizio. Nella seconda parte sono rapidamente analizzati due testi (Gen 10 e Dt 16) che indicano a quali condizioni il potere politico può svolgere una funzione positiva. Ne scaturisce l’originale profi lo della lettura biblica di questo tema, senza eguali nel vicino Oriente, che si riferisce all’esperienza dell’Esodo quale discernimento di quanto vi è di buono nell’esercizio del potere.
La 'parabola' del laicato cattolico italiano
di Luca Diotallevi pagine: 15 € 4,00
Abstract
L’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani, tenutasi a Reggio Calabria nel 2010, ha, secondo l’analisi di Luca Diotallevi (docente di Sociologia all’Università di Roma Tre), valore di parabola, nello specifi co senso biblico di evento linguistico che chiama l’interlocutore a una fattiva presa di posizione, precisamente interpellando i laici cattolici a partecipare alla vita della civitas. Reggio Calabria risolleva così la questione dell’apostolato dei laici, pratica che ha subito una forte e sorprendente crisi dopo il Vaticano II, l’evento ecclesiale che pure l’ha riconosciuta e riproposta con energia e autorità sorprendenti. Fra le principali ragioni di questa scomparsa va considerata l’attrazione nella pastorale che l’azione laicale ha subito in questi anni. Confi gurazione problematica, poiché rischia di comprimere e deformare la peculiare azione profetica e santifi - catrice dell’intero popolo di Dio. A giudizio del prof. Diotallevi «la crisi dell’apostolato dei laici costituisce evidentemente un danno grave per la civitas e per la intera ecclesia, e per l’esperienza di fede di tutti e di ciascuno. Produce una crisi che a chi è laico toglie tanto, ma tanto toglie anche a chi nella Chiesa non da laico, ma che accanto e di fronte a laici è chiamato a vivere e a comprendere se stesso e la particolarità dello stato o del ministero in cui si trova». Una ripresa dell’apostolato laicale è certo auspicabile e possibile, ma solo a partire dagli stessi laici, a condizione che si dispongano a una spiritualità rigorosamente cristocentrica, dalle forme altrettanto rigorosamente ecclesiali.
Il prete e la sua relazione con Cristo
di Renato Corti pagine: 9 € 4,00
Abstract
La rifl essione di mons. Renato Corti (già vescovo di Novara) nasce dal desiderio di attingere alle ricchezze del Concilio Vaticano II e di accogliere l’invito del motu proprio Porta Fidei di Benedetto XVI a vivere l’anno della fede con particolare attenzione a quel dono di grazia, che è il Concilio, ‘bussola’ preziosa per il terzo millennio. Viene valorizzata la pagina di Lumen Gentium, 28 dedicata alle relazioni a cui i presbiteri sono chiamati. Viene qui in particolare approfondita la relazione con Cristo.
La cooperazione tra le Chiese cattoliche africane ed europee. Sullo scambio dei presbiteri fidei donum
di Luigi Bressan pagine: 12 € 4,00
Abstract
Lo studio di mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente della Commissione episcopale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese, approfondendo il tema dello scambio di presbiteri fra la Chiesa italiana e quelle africane, pone in risalto il problema più generale del suo valore pastorale. Ancor più delicato in considerazione del rilievo quantitativo del fenomeno: il numero totale dei sacerdoti non italiani formalmente impegnati nel servizio in Italia è infatti oggi superiore a 3.000 ed è in costante aumento. Al fi ne di rendere più feconda e ordinata la cooperazione, la CEI ha recentemente rivisto le convenzioni che la disciplinano (giugno 2010), ribadendo in particolare l’obbligatorietà del parere col vescovo del paese d’origine che attesta sia la condotta di ogni sacerdote sia la sua volontà di cooperare. Corrispettivamente, viene lì sottolineata l’importanza che il vescovo ospitante giudichi quali siano i reali frutti del lavoro dei fidei donum, «in termini non di prestazione ma di cooperazione ecclesiale, in termini non di manodopera ma di fraternità, non in quantità di celebrazioni ma di testimonianze e di qualità sacerdotale». Queste attenzioni, conclude l’Autore, impegnano e responsabilizzano tanto le Chiese di accoglienza quanto quelle di invio e potranno raggiungere l’obiettivo voluto, anzitutto se esse non vengono interpretate come strumenti burocratici ma come stimolo alla progettualità delle Chiese locali.

Pinterest