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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 3

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 3
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 3 - 2012
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 3
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

EDITORIALE: Tra gli ulivi del Getsemani
pagine: 5 Scarica
La solidarietà, esigenza etica e speranza spirituale? Etica cristiana e vita in società
di Angelo Scola pagine: 15 € 4,00
Abstract
Come evitare che la parola ‘solidarietà’, così essenziale al lessico cristiano, venga estenuata da un suo uso retorico e sentimentale, o, peggio ancora, sia utilizzata come maquillage di pratiche predatorie del capitalismo? A questa domanda intende rispondere la conferenza che l’Arcivescovo di Milano, S.E. card. Angelo Scola, ha tenuto nella cattedrale parigina di Notre-Dame il 26 febbraio scorso sul tema «Etica cristiana e vita in società» all’interno di un ciclo intitolato: «La solidarietà, esigenza etica e speranza spirituale?». Il card. Scola sviluppa il discorso a partire dalla «prospettiva architettonica» di Benedetto XVI che lega in un quadro coerente quattro categorie-chiave della Dottrina sociale della Chiesa: solidarietà, bene comune, sussidiarietà e dignità umana. In particolare, condizione indispensabile per poter riannodare i legami della solidarietà è quel ‘bene comune’, le cui coordinate vanno smarrendosi nell’odierna società secolarizzata e pluralista, dove la ragione non è ritenuta capace di conoscere la realtà e di stabilire valori comuni condivisi. Uno spazio pubblico vitale non può però rassegnarsi alla pura coesistenza irrelata delle differenze culturali, ma ha da mettere in gioco una ‘narrazione reciproca’, cioè il racconto del signifi cato delle diverse esperienze secondo una logica di mutuo, seppur faticoso, riconoscimento. In quest’opera, un Cristianesimo consapevole della propria responsabilità storica ha molto di decisivo da dire e da fare, soprattutto dentro l’attuale crisi economico-finanziaria globale, additando un «nuovo ordine economico-produttivo, socialmente responsabile e a misura d’uomo», come afferma la Caritas in veritate.
Sulla crisi (spirituale) dell'Occidente neo-materialista
di Mauro Magatti pagine: 7 € 6,00
Abstract
L’articolo di Mauro Magatti (preside della facoltà di Sociologia dell’Università Cattolica e membro della Redazione) propone una lettura originale e persuasiva della drammatica crisi che l’Occidente sta vivendo, sotto la spinta del nichilismo tecno-capitalista. Negli ultimi trent’anni esso ha in modo sempre più veloce caratterizzato la nostra società in senso materiale, quantitativo, individualistico e acquisitivo. Al cuore della sua visione del mondo sta una sofi sticata concezione neo-materialista, che ha trovato un clamoroso riscontro pratico e un vettore formidabile in quella realtà virtuale che si è diffusamente insediata in noi attraverso i nuovi media. La crisi odierna, afferma Magatti, non è semplicemente economica, ma è piuttosto una crisi di senso, una crisi spirituale. Il suo superamento esige che sia ripensato in radice il fondamento della vita, riconoscendo il primato della sua «eccedenza spirituale e qualitativa, espressiva e relazionale».
Dalla messa tridentina alla riforma liturgica del Vaticano II
di Enzo Bianchi pagine: 11 € 4,00
Abstract
L’articolo che qui pubblichiamo ha un forte timbro autobiografico. Il priore di Bose racconta infatti come ha vissuto la messa negli anni precedenti la riforma liturgica. Molti lettori apprezzeranno queste pagine dense di memoria e ricche di suggestioni, riconoscendo se stessi nella testimonianza di Enzo Bianchi. Vi traspare tutto l’affetto verso una forma liturgica che è stata alimento spirituale imprescindibile nella prima parte della sua vita. Insieme, il testo evoca anche il passaggio alla nuova forma della messa, successiva al Vaticano II, con i suoi innegabili arricchimenti (in particolare la lingua e il lezionario) e taluni difetti (nel canto liturgico). L’Autore riconosce nella riforma «soprattutto la continuità, la tradizione che si accresce e si rinnova per non morire o decadere, ma che sa sempre conservare la stessa messa, la stessa alleanza tra Dio e il suo popolo».
Cinque parole di ospitalità
di Franco Giulio Brambilla pagine: 8 € 4,00
Abstract
Mons. Franco Giulio Brambilla (da molti anni membro della Redazione e poi della Direzione della Rivista) ha iniziato il suo ministero episcopale nella Chiesa di Novara il 5 febbraio scorso. Il discorso di ingresso, che qui riportiamo quasi integralmente, mette in luce ciò che più gli sta a cuore nello svolgimento del suo compito pastorale, effi cacemente evocato dalla parola ‘ospitalità’. Essa esprime uno stile di Chiesa attuale e pertinente in questo tempo, come mostrano eloquentemente i cinque requisiti a cui mons. Brambilla allude perché la Chiesa possa davvero confi gurarsi come una casa accogliente: anzitutto e fondamentalmente la custodia dello spazio santo del mistero di Dio (la Parola e l’eucaristia); poi l’amore appassionato e fedele per la comunità cristiana; il riconoscimento della feconda pluralità dei ‘volti’, dentro e fuori la Chiesa; l’assunzione cordiale dell’‘alfabeto’ della vita umana; la coltivazione della speranza in un’epoca di ‘passioni tristi’. Ne emerge una persuasiva fi gura di pastore e insieme un ‘programma’ ricco di senso, sicuramente capace di suscitare le energie per una rinnovata stagione di Chiesa.
"Il cibo a ogni vivente". Valore della terra e fame umana: un rapporto da ricostruire. II
di Bruno Bignami pagine: 22 € 4,00
Abstract
Questa seconda parte dello studio di don Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, mostra come l’esistenza eucaristica di Gesù rappresenti una grande scuola sul senso del mangiare. Gesù non è solo il Dio che prepara una mensa, ma addirittura offre se stesso come cibo; per questo nella tradizione cristiana solidarietà conviviale comunitaria e partecipazione al corpo e al sangue di Cristo si saldano, ponendo le premesse per una riflessione etica che ha trovato autorevole rilancio nel magistero sociale degli ultimi cinquanta anni. Nel percorso tratteggiato dall’Autore si comprende come il rapporto dell’uomo con la terra e i suoi frutti evochi i grandi temi della giustizia sociale e dell’antropologia relazionale. Riflettere sulla problematica del cibo rappresenta quindi una grande occasione per riprendere l’interrogativo etico su come promuovere concretamente la fraternità: in rispettoso rapporto col territorio, nella denuncia di logiche di ingiustizia condivise, in una consapevole educazione al consumo, nel non dimenticare, infine, che il senso più vero del pane sta nel poterlo spezzare con qualcuno.
Un 'mestiere' in mutamento. Il sacerdote diocesano in Europa occidentale oggi
di Arnaud Join, Arnaud Join-Lambert pagine: 17 € 4,00
Abstract
I cambiamenti a cui di fatto è soggetto il ministero del sacerdote diocesano provocano forti tensioni nel vivere quotidianamente un «mestiere» che oggi è diventato non ovvio. Oggetto di studio della sociologia e della teologia, questo fenomeno inedito nella storia della Chiesa assume fisionomie diverse secondo i contesti. In Italia il processo non interessa in egual misura tutte le diocesi, tuttavia molti indicatori segnalano un avvicinarsi della nostra situazione a quelle in atto ormai da decenni nelle Chiese nordeuropee. Appare quindi di grande interesse il contributo del prof. Arnaud Join-Lambert, docente di Teologia pastorale e Teologia presso l’Università Cattolica di Lovanio, la cui riflessione descrive le grandi problematiche che la progressiva scomparsa della cristianità come modello sociale pone all’identità del ministero sacerdotale. Il cambiamento, già avvenuto e ancora in corso, viene descritto come un passaggio del sacerdote «dall’onnipresenza alla discrezione, e dall’onnipotenza alla proposta». Si tratta di una radicale mutazione di paradigma nel pensarne la figura e l’azione pastorale, che l’Autore affronta apertamente a partire dalle acquisizioni dei Concili Laterano IV, Tridentino e Vaticano II, per approdare alla proposta di «una spiritualità e una pastorale pasquale». Scelta che si impone come una necessità vitale per poter abitare con speranza e perseveranza la missione della Chiesa nella società occidentale europea, e leggere in questa sfi da un deciso invito a valutare il mutamento da un punto di vista teologico e a reagirvi in modo spirituale.
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