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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 10

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 10
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 10 - 2012
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 10
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Sommario

Per una fede adulta
pagine: 4 Scarica
Nuova evangelizzazione e pastorale degli adulti
di Giovanni Cesare Pagazzi pagine: 19 € 4,00
Abstract
Abbiamo assistito in questi ultimi anni alla rapida erosione dei linguaggi e dei gesti elementari per comunicare il senso delle cose di ogni giorno che, come tali, determinano la strutturazione dell’identità di singoli e società. Da questo processo non sono certo escluse le questioni e le pratiche della fede. La pastorale odierna più avvertita cerca di ovviare con generosità a questo scollamento, grazie ad approcci diversi, riferiti alla ‘nuova evangelizzazione’ e declinati come ‘primo’ o ‘secondo annuncio’ e ‘modello catecumenale’. A volte però questi nuovi stili pastorali rischiano di segnare una rottura netta con la pratica religiosa ancora in corso. Don Giovanni Cesare Pagazzi, docente di Teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, mette in guardia da questo pericolo, riprendendo dalla Scrittura note di metodo e di stile che offrono un sicuro riferimento ai pur necessari processi di innovazione pastorale. A partite dal movimento fondamentale di novità e ripetizione – la Bibbia non procede per sostituzioni, ma sempre per riprese – lo studio sottolinea a mo’ di necessari corollari la capacità evangelica di stimare l’interlocutore e il saper scegliere ‘prese’ antropologiche sicure (che sappiano sostenere una ripresa della fede), come la generazione, l’abitazione, il nutrimento, le tensioni dell’età di mezzo. Secondo questa prospettiva tutti «gli adulti a noi affidati – risultato di stili e metodiche pastorali che potremmo considerare un po’ stanche e di esperienze complesse e poco decifrabili – permettono comunque una presa, propiziante la nostra ri-presa la quale quindi non parte da un “punto zero”, ma da un vissuto storico, comprendente magari un itinerario (un po’ confuso e ambivalente) di fede».
Liturgia e tempo. La storia umana letta a partire dalla Preghiera eucaristica IV
di Goffredo Boselli pagine: 18 € 4,00
Abstract
La liturgia possiede un’intelligenza originaria del mistero della realtà, di Dio e dell’uomo che si estende anche alla comprensione del tempo e della storia. Guidato da questa premessa, Goffredo Boselli, monaco della comunità ecumenica di Bose, rilegge la Preghiera eucaristica IV, che si presenta come una vera e propria ‘liturgia del tempo’ poiché richiama e sintetizza l’intera economia di salvezza svelandone il senso. Essa «ripercorre i “tempi” della storia della salvezza – la creazione, le alleanze, la profezia, l’incarnazione, il Regno e la parusia – come fossero movimenti di una sinfonia che si concatenano mantenendo intatto il tema centrale dell’azione di grazie». Il prefazio e la grande anamnesi della storia salvifica dopo il sanctus ne rappresentano i primi due grandi movimenti, qui oggetto di commento, entrambi convergenti nell’annuncio che Cristo è il principio e la fine del tempo: la liturgia dispiega qui pienamente il suo tenore teologico, essa «è vangelo sine glossa, è liturgia della nuova alleanza che, portando la genuina novitas cristiana, offre all’umanità il vino nuovo che è Cristo».
Un cammino di salvezza. I salmi 50 e 51. I
di Pietro Bovati pagine: 12 € 4,00
Abstract
In queste pagine p. Pietro Bovati – gesuita, professore emerito di Esegesi dell’Antico Testamento presso il Pontificio Istituto Biblico – propone un efficace saggio di lettura dei Salmi 50 (su questo numero) e 51 (sul fascicolo di novembre), considerati nella loro intrinseca relazione. Sullo sfondo di questa interpretazione sta l’assunto che la preghiera dell’uomo biblico è una risposta a quel Dio che misteriosamente si manifesta nella storia e che l’orante rende presente nei diversi toni del suo vissuto, sia esso la lode o la supplica. In questo senso, condizione di verità della preghiera – mai da dare per scontata – è l’intimo legame tra l’esperienza del credente e le parole che le danno voce davanti a Dio. Al di fuori di tale legame sta la fi nzione della recita, rischio a cui l’uomo religioso sempre è esposto. Questa sensibilità per l’esistenza e il suo signifi cato conferisce particolare vivezza all’esegesi del ‘Miserere’ sviluppata da p. Bovati, aiutando a capire chiaramente le dinamiche implicate nel cammino che, attraverso la conversione, conduce alla salvezza. Il testo che qui anticipiamo fa parte del volume Nei paesaggi dell’anima. Come i salmi diventano preghiera, a cura di M.I. Angelini e R. Vignolo, edito da Vita e Pensiero, in libreria alla metà di novembre. Il libro si propone di introdurre e accompagnare i lettori a una maggiore familiarità con il Salterio, vero e proprio paradigma della preghiera.
Penitenza: che fare? Oltre la crisi della prassi penitenziale
di Alberto Carrara pagine: 10 € 4,00
Abstract
La denuncia e la meticolosa analisi dei motivi della vistosa crisi del sacramento della Penitenza hanno ormai fatto il loro tempo. La stagione attuale dovrebbe invece essere orientata dalla preoccupazione di fare almeno ciò che onestamente è possibile realizzare. Guidato da questa premessa, don Alberto Carrara, parroco, ora delegato episcopale per la cultura e gli strumenti di comunicazione sociale nella diocesi di Bergamo, propone alcune rifl essioni sull’odierna crisi della prassi penitenziale. Il primo evidente motivo di difficoltà è ravvisato nella diffusa inadeguatezza celebrativa: «il rito della Penitenza si è progressivamente, lentamente destrutturato», si è «scarnificato» perdendo in parte i suoi connotati ‘oggettivi’, rituali, e ciò ha gradualmente contribuito a trasformarlo in un confronto personale con il confessore. Don Carrara peraltro valorizza il risvolto positivo di questo mutamento cogliendo come il quarto sacramento si ponga così come il luogo di incontro di un doppio movimento, dal rito alla vita e viceversa. Questa nuova domanda dei fedeli potrebbe essere colta come portatrice di istanze di riforma della pratica penitenziale, come già accaduto nella storia di questo sacramento, le cui forme celebrative sono molto mutate lungo i secoli.
Matrimonio e bene comune
di Luca Diotallevi pagine: 15 € 4,00
Abstract
Il saggio di Luca Diotallevi, docente di Sociologia all’Università di Roma TRE, interroga il senso dell’istituto matrimoniale a partire dall’interesse pratico della sua relazione col bene comune. L’approccio consente di superare polarizzazioni ideologiche a proposito di un tema di grande attualità che spesso non trova una trattazione che ne colga l’intimo nesso con l’edifi cazione della civitas, cioè con la sua valenza nel costruire quei beni che sono indispensabili al vivere dei membri di una società. L’indagine sulla relazione tra bene comune e i caratteri del matrimonio messi in luce dal Magistero della Chiesa cattolica mostra come il matrimonio sia una condizione non sufficiente ma necessaria al bene comune e quindi come sia impossibile concepire e perseguire un bene comune che non contempli anche il riconoscimento e la tutela dei diritti dell’istituzione matrimoniale. L’Autore si dichiara convinto che questo sia il corretto approccio al tema del rilievo civile del matrimonio. Annoverare il matrimonio «dentro la lista corta e varia degli elementi costitutivi del bene comune, definisce questo e conferisce forza a quello. […] Al contrario, impropri e infondati eccessi non fanno altro che gettare sospetto sul matrimonio e contemporaneamente impoveriscono o banalizzano la nozione di bene comune».

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