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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 9

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 9
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 9 - 2011
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 9
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Sommario

EDITORIALE: Il discepolo e la novità di Dio
pagine: 3 Scarica
Ministero alla prova. Per una lettura sapienziale delle relazioni del prete
di Donato Pavone, Enrico Parolari pagine: 19 € 4,00
Abstract
Il prete diocesano vive in un crocevia di numerose e forti tensioni provocate dagli aspetti ostili della cultura e dell’ambiente, dalla necessità di ridisegnare una propria identità come richiesto dai processi di adattamento dovuti alla scarsità del clero, dalle disparate richieste che gli vengono rivolte in relazione al proprio ruolo ecclesiale. Per queste ragioni gli Autori (don Enrico Parolari, psicoterapeuta dell’equipe psicologica del seminario di Milano, e don Donato Pavone, delegato per la formazione permanente del clero e consulente psicologico del seminario di Treviso), descrivono la condizione del prete come particolarmente ‘esposta’ e quindi bisognosa di cura formativa, soprattutto nel campo relazionale, ambito privilegiato nel quale oggi si gioca un ministero che voglia essere evangelicamente significativo. Le interazioni pastorali, infatti, innescano nella vita del presbitero dei profondi cambiamenti affettivi, che chiedono di essere da lui riconosciuti e interpretati, affinché lo stile e la qualità delle sue relazioni sappiano realmente tradurre quella ‘carità pastorale’ che rappresenta il suo modo tipico di ricevere e donare. Il saggio, che riprende alcuni ambiti di lavoro proposti nelle settimane residenziali di formazione che nell’arco di due anni hanno coinvolto tutti i preti della diocesi di Treviso, mostra come, a determinate condizioni, sia il ministero stesso «la strada maestra che il presbitero ha a disposizione per maturare nella relazione con Dio e nella santità». Per questo è richiesto al prete, oltre all’evangelica comprensione di celibato e castità, «la sua deliberata scelta di prendersi cura di sé, del rapporto con il Signore e della propria identità presbiterale: è il prete a doversi mantenere, per tutta la vita, in un sincero atteggiamento di autentica conversione».
Prendere bene ogni cosa
di Maria Ignazia Angelini pagine: 13 € 4,00
Abstract
«Viviamo incalzati, indifesi dall’ansia di ciò che accade. Aggrediti e istintivamente aggressivi». Queste parole con cui inizia la profonda meditazione di Madre Maria Ignazia Angelini (badessa del Monastero benedettino di Viboldone) esprimono bene il clima diffuso di questo tempo. Il registro del lamento rischia di permeare il nostro stare al mondo e di farci perdere il contatto con la realtà, tenuta a distanza dall’insoddisfazione. Rimedio radicale a tale disposizione dell’anima è l’eulabeia, letteralmente «prendere bene le cose, per il lato giusto», vederne il lato buono. Questa adesione alla realtà non è facile. Presuppone un affidamento fondamentale del vivere, che si matura soprattutto nel crogiolo del dolore e nella nudità del fallimento, passaggi obbligati per ogni essere umano. Possiamo farlo alla scuola di Gesù, seguendolo nel suo affidarsi anche nell’ora decisiva della pasqua. E sapendo che in tale abbandono si può far conto sul Padre. Prendere bene tutte le cose consente di gustare la vita proprio così com’è, riscattandola dalla vacuità a cui l’insoddisfazione o il lamento finiscono per condannarla.
Invocare il nome. II. Supplica e lode di Anna al santuario di Silo (ISam I-2)
di Roberto Vignolo pagine: 14 € 4,00
Abstract
Pubblichiamo qui la seconda parte del bel dittico di don Roberto Vignolo, docente di Esegesi e Teologia biblica alla Facoltà teologica di Milano, sulla preghiera di invocazione. Dopo aver analizzato la letteratura salmica (sul numero 7-8/2011), il saggio prende ora in esame la storia di Anna (1Sam 1-2), emblematica nel mostrare le potenzialità trasformatrici della preghiera in un’esistenza concreta. Il brano in esame permette infatti di cogliere narrativamente la trasformazione degli affetti mediante l’invocazione del Nome, dalla supplica alla lode, attraverso l’attesa e il silenzio. Qui è infatti ben descritta l’esperienza che permette di passare oltre il dolore e l’avvilimento: «Non necessariamente la soluzione immediata dei problemi, quanto piuttosto la certezza di essere ascoltati, esauditi». In tale passaggio verso il recupero della speranza, assume rilievo singolare il sostegno d’una parola umana autorevole oltre che d’una rinnovata grazia tutta interiore.
Pensare teologicamente il senso della rete. Le sfide dell'«intelligenza collettiva»
di Antonio Spadaro pagine: 14 € 4,00
Abstract
P. Antonio Spadaro, gesuita e neo-direttore della Civiltà Cattolica, ci invita con questa sua riflessione a esplorare in profondità il senso di Internet, realtà dagli inediti e importanti significati per la storia della cultura umana, vero spazio invisibile delle conoscenze, dei saperi e delle potenzialità di pensiero. La ricerca si avvantaggia della riflessione di Pierre Lévy e Pierre Theilard de Chardin che, pur a partire da contesti storici e ideologici diversi, convergono nell’indicare come sia arduo pensare un fenomeno complesso come la Rete senza una forma mentis teologica. Nonostante alcune ambiguità, Theilard, molto più di Lévy, offre spunti capaci di immaginare Internet come spazio di una positiva e crescente intelligenza ‘convergente’ ma non ‘collettiva’, capace di salvaguardare la libertà individuale e l’originalità dei soggetti. «In questo senso Teilhard dà un significato di fede alle dinamiche proprie dello spazio antropologico che è la Rete, che a questo punto può essere intesa anch’essa parte di quell’unico “ambiente divino” che è il nostro mondo».
Giustizia e pace si abbracceranno. Voci dalla Convocazione ecumenica internazionale sulla pace
di Paolo Colombo pagine: 13 € 4,00
Abstract
Si è recentemente svolta a Kingston (Giamaica) la Convocazione ecumenica internazionale sulla pace promossa dal Consiglio mondiale delle Chiese. L’assemblea, a motivo del rilievo del tema trattato e della partecipazione di oltre 250 Chiese cristiane, rappresenta un importante evento sul quale riflettere, anche se per ragioni storiche e teologiche la Chiesa cattolica non vi ha partecipato in forma ufficiale. Paolo Colombo, responsabile regionale agli Studi e alla Vita cristiana di ACLI Lombardia, ha presenziato all’evento in qualità di invitato e offre qui una presentazione ragionata dei principali interventi emersi e delle linee di pensiero discusse. La Convocazione ha rappresentato un momento di rinnovata consapevolezza sul ruolo che i cristiani e le Chiese devono mantenere nel realizzare la pace e la giustizia, in primo luogo al loro interno e quindi diventando sale e lievito per i contesti economici, sociali e politici in cui sono inseriti. Su questi temi ha infatti insistito il Messaggio conclusivo, a partire dalla consapevolezza che la pace e la costruzione della pace sono parte indispensabile della fede comune, in obbedienza a un Dio «che è venuto come un bambino indifeso, è morto sulla croce, ci ha detto di deporre le nostre spade, ci ha insegnato ad amare i nostri nemici ed è risuscitato dalla morte».

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