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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 6

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 6
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 6 - 2011
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 6
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

EDITORIALE: «Purché conduca a termine la mia corsa»
pagine: 2 Scarica
La pastorale della Chiesa in Italia. Dai tria munera ai ‘cinque ambiti’?
di Franco Giulio Brambilla pagine: 19 € 4,00
Abstract
L’intervento di mons. Franco Giulio Brambilla, vicario per la cultura e l’ecumenismo della Diocesi di Milano e preside della Facoltà teologica di Milano, fa il punto sulla direzione assunta dalla pastorale in Italia a cinque anni dal convegno di Verona, proponendo un’interessante lettura che ne storicizza il cammino a partire dalla precedente impostazione fondata sullo schema dei tria munera.Tuttavia la riflessione è decisamente rivolta al presente cercando di motivare le ragioni e le prospettive del profondo mutamento richiesto dalla strutturazione della pastorale per ‘ambiti’. Ai pastori infatti non è chiesto semplicemente di sostituire il precedente schema ecclesiologico con una generica attenzione antropologica, bensì di pensare la propria azione come destinata all’unità della persona e alla ‘figura della vita buona’ a cui vuole educare. Ciò richiede una decisa revisione nella progettazione pastorale: «In concreto, occorre invertire coraggiosamente la logica della parcellazione di uffici e strumenti, ma prima ancora delle iniziative e delle riflessioni, superare la pratica di settori pastorali che si pensano come ambiti di vita totalizzanti, dove tutti fanno tutto, senza mai intercettare le altre dimensioni della pastorale. Questa è la grande correzione (e conversione!) che una pastorale con “attenzione antropologica” deve favorire».
Bellezza e liturgia. Una relazione costitutiva?
di Enzo Bianchi pagine: 12 € 4,00
Abstract
Dopo aver presentato alcune difficoltà inerenti alla riflessione sul rapporto tra bellezza e liturgia, il priore della Comunità monastica di Bose sviluppa la sua meditazione a partire dalla constatazione che la bellezza resta un enigma. Il discernimento della bellezza epifanica, rivelativa di Dio e della sua azione, richiede da parte dell’uomo un’educazione dell’intelligenza del cuore, un lungo e faticoso cammino ascetico: richiede, in una parola, la trasfigurazione dei sensi umani. Ciò vale in modo particolare per la liturgia, opus Dei, la cui bellezza si manifesta agli occhi della fede e si sperimenta con i sensi spirituali. La bellezza della liturgia va misurata sulla capacità che essa ha di far apparire l’azione del Signore, di fare segno alla presenza efficace di Cristo risorto. In quest’ottica, occorre avere una precisa consapevolezza: è l’arte che deve essere a servizio della liturgia, non viceversa. Servono dunque vigilanza e discernimento: la banalità, la sciatteria, la mancanza di qualità, tutto questo minaccia l’azione liturgica quanto un’arte troppo segnata da improvvisazione, una pretesa bellezza alla quale la liturgia serva come contesto in cui esprimersi.Tutto ciò che è opus hominis deve entrare nella liturgia solo se ha le qualità per essere al suo servizio.
Il Vaticano II, riferimento per la ‘nuova evangelizzazione’
di Gilles Routhier pagine: 22 € 4,00
Abstract
Lo scorso 4 marzo sono stati pubblicati i Lineamenta in preparazione al prossimo Sinodo dei Vescovi che si terrà nell’ottobre 2012 sul tema della ‘nuova evangelizzazione’. Sul significato di questa espressione pare opportuno avviare un approfondimento, anche per sottrarla ad un uso generico. ll prof. Gilles Routhier, docente alla Facoltà di teologia dell’Università Laval, Québec, in questo suo documentato studio intende precisare quale progetto e quale programma siano presupposti nella categoria di ‘nuova evangelizzazione’. Operazione possibile anzitutto riprendendo il ricco insegnamento di Giovanni Paolo II, che ha coniato l’espressione e ne ha approfondito il significato in relazione all’insegnamento del Vaticano II, con la sua sistematica attenzione ai destinatari dell’annuncio e al loro contesto. Perciò l’Autore può affermare che è proprio «questa visione del Concilio Vaticano II come annuncio del Vangelo in una forma adattata alla nostra epoca a essere a fondamento della nuova evangelizzazione». Conseguentemente: «Prendere il Concilio Vaticano II come criterio di orientamento della nuova evangelizzazione vorrà dire riappropriarsi di tale prospettiva e metterla in pratica oggi».
La riforma dell’iniziazione cristiana dei ragazzi. Uno sguardo d’insieme e alcune proposte. I
di Ugo Lorenzi pagine: 29 € 4,00
Abstract
Inizia qui la pubblicazione dell’approfondito studio di don Ugo Lorenzi (sacerdote della diocesi di Milano e docente di Teologia pastorale presso la locale Facoltà teologica), che propone uno sguardo d’insieme sulla riforma dei percorsi di iniziazione cristiana (IC) dei ragazzi. Il rilevante spazio concesso al tema (lo studio verrà pubblicato in tre parti) è ampiamente giustificato dal carattere fondante che questo processo ha nella trasmissione della fede cristiana e dei linguaggi della Chiesa. Questa prima parte presenta i motivi della riforma dell’IC, ne descrive la logica interna e si sofferma sull’opportunità di introdurre la celebrazione unitaria dei sacramenti, scelta che ha sollevato perplessità tra gli operatori pastorali. L’Autore non nasconde la propria opinione critica esaminando accuratamente l’impianto catecumenale dell’IC ed esponendo pregi e limiti della celebrazione congiunta di eucaristia e cresima in due diverse età dei ragazzi. In un secondo intervento l’autore svilupperà una rilettura del processo storico di scorporo della celebrazione dei sacramenti che fornirà degli elementi per interrogare la teologia dell’IC implicata nell’attuale progetto di riforma. Concluderà l’itinerario la proposta di criteri e attenzioni, concernenti soprattutto la produzione di strumenti catechistici, a sostegno di una proficua fruizione della riforma dell’IC.
Cieli nuovi e terra nuova. La creazione capolavoro imperfetto
di Ambrogio Spreafico pagine: 10 € 4,00
Abstract
Com’è nato l’universo? Che senso ha il mondo? Quale il suo destino? Sono le domande ricorrenti dell’uomo di fronte al mistero della creazione. Questi interrogativi hanno fatto da sfondo al convegno In principio. Origine e inizio dell’universo, tenutosi lo scorso aprile presso l’Università Cattolica di Milano, dove ha preso la parola con l’intervento che qui riportiamo mons.Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone- Veroli-Ferentino e noto biblista. La sua riflessione mette a fuoco il significato di interpellazione che la creazione ha nei confronti dell’uomo. Chiamato a vivere in un ‘capolavoro imperfetto’ a motivo della sua stessa condizione di peccato, l’uomo viene sollecitato a una collaborazione dinamica con l’intenzione del Creatore. Infatti, come insegna il racconto del diluvio, il peccato può innescare processi esattamente opposti alla creazione, il cui ordine fondativo viene distrutto proprio a causa del rimescolarsi di elementi prima separati dal sapiente ordinamento divino: «La violenza umana ha provocato un ritorno del cosmo al caos primordiale. Disordine etico e disordine cosmico non sono infatti separabili. Il primo incide irreparabilmente sul secondo».
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