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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 4

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 4
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 4 - 2011
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 4
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

EDITORIALE: Passione e Risurrezione
pagine: 4 Scarica
Cosa resta del purgatorio? A proposito di una dottrina dimenticata
di Giacomo Canobbio pagine: 17 € 4,00
Abstract
L’interrogativo che fa da titolo all’intervento di mons. Giacomo Canobbio, docente di Teologia dogmatica alla Facoltà teologica di Milano, esprime l’esiguo interesse che teologia e predicazione hanno dedicato in questi ultimi tempi al tema del purgatorio e in genere alle ‘cose ultime’. Lo studio che qui presentiamo risponde quindi all’esigenza di precisare ‘cosa resta’ di una dottrina che ha occupato non poco teologia e pratica religiosa dei secoli scorsi. L’Autore anzitutto la colloca sullo sfondo della dottrina del sacramento della penitenza, sganciandola quindi dalla dottrina escatologica, operazione che permette di intenderla principalmente come condizione di faticosa penitenza in vista della beatitudine compiuta. Si tratta di una situazione di passività, poiché dopo la morte la libertà umana non è più in gioco e con essa cessa la possibilità di acquisire meriti: il processo di purificazione è solo opera di Dio, al quale si associa la Chiesa che interviene con la sua preghiera di suffragio. Così inteso, il Purgatorio può essere visto quale «processo trasfigurante nel quale l’amore di Dio in Cristo dispone all’incontro beatificante con Lui. Siccome poi nessuno è “in Cristo” da solo,ma grazie alla Chiesa e nella Chiesa, la dottrina sul purgatorio si configura come un paragrafo della ecclesiologia e della teologia sacramentaria».
Futuro interiore. Immaginazione e creatività per un’alleanza fra generazioni
di Luciano Manicardi pagine: 16 € 4,00
Abstract
Difficoltà ad accedere a un lavoro che non sia precario, alla casa, crescente innalzamento dell’età d’ingresso nella vita adulta e nella stabilizzazione dei rapporti affettivi: i giovani vedono il proprio futuro con sempre maggiore incertezza. Luciano Manicardi, monaco di Bose, si lascia interrogare, ben oltre le questioni congiunturali, dal senso profondo della difficoltà che segna il rapporto dei giovani col futuro, esplorandone la poco frequentata dimensione interiore. L’idea di fondo è che «il futuro di cui siamo alla ricerca forse non è neanche così lontano da noi: il futuro è potenzialità nei giovani ed è responsabilità negli adulti». Questa prossimità richiede atteggiamenti che giovani e adulti sono chiamati a coltivare in vista di un’alleanza che apra alla speranza. Ciascuno per la sua parte: i giovani andrebbero incoraggiati a credere che il futuro che ricercano «giace nell’interiorità, è a portata di mano se solo si osa l’avventura della vita interiore, della conoscenza di sé, e dunque dell’educazione, del primato accordato ai valori umani».Agli adulti invece va ricordato che declinare il futuro significa anzitutto assumersi la responsabilità per la cura del futuro degli altri, coltivare capacità di ascolto, dare fiducia, saper promettere.
«L’acqua è nostra!» (Gen 26,20). L’acqua, merce o diritto? II
di Bruno Bignami pagine: 15 € 4,00
Abstract
Don Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, conclude qui il suo ampio studio presentando i principali interventi del magistero ecclesiale che valorizzano il significato sociale e religioso-simbolico dell’acqua. Il recupero di questa dimensione, che interpreta l’acqua come bene eccedente la semplice dimensione economica, rappresenta infatti il presupposto per un’adeguata impostazione dei relativi problemi etici. Don Bignami mostra come su questo tema si evidenzi chiaramente la contrapposizione di fondo tra due modelli di sviluppo, «quello che misura tutto in termini di profitto e quello di chi sa leggere in profondità la dimensione spirituale del vivere umano» e dei beni che le sono necessari. La visione cristiana del mondo porta così a considerare l’acqua un bene pubblico, di cui tutti hanno il diritto di godere: «Considerarla una merce come altri beni per creare profitti e per facilitare esclusioni rappresenta un tradimento del progetto di Dio».
Ecumenismo e missione. Un secolo di cammino
di Franco Giulio Brambilla pagine: 7 € 4,00
Abstract
Pubblichiamo l’intervento di mons. Franco Giulio Brambilla, vicario per la cultura e l’ecumenismo della Diocesi di Milano, pronunciato alla tavola rotonda tenutasi lo scorso gennaio sul tema A 101 anni da Edimburgo: Ecumene e Missione. L’incontro si proponeva di fare il punto su un secolo di faticosi passi compiuti dalle Chiese cristiane europee verso la reciproca accoglienza, ma intendeva anche testimoniare i traguardi raggiunti e la comune speranza di farsi, insieme, testimoni fedeli dell’annuncio evangelico in un tempo in cui la missione evangelizzatrice è di nuovo pressante soprattutto in Europa. La sfida ecumenica per tutti i credenti, soprattutto nell’attuale contesto di concorrenza delle religioni, può essere riassunta secondo l’Autore come il passaggio «dalla testimonianza comune alla conversione al Dio vivo e vero, al Dio dell’evangelo di Gesù, a cui la Chiesa/le Chiese devono essere totalmente relative e dedicate».
Oltre il familismo. Sulla responsabilità sociale della famiglia
di Luigi F. Pizzolato pagine: 10 € 4,00
Abstract
L’intervento del prof. Luigi Pizzolato, docente di Letteratura cristiana antica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, propone alcune riflessioni sul tema familiare che a volte trovano poca risonanza. Infatti molti rivendicano giustamente dallo Stato una serie di attenzioni volte a tutelare la possibilità di un sano sviluppo della famiglia; meno energie vengono invece profuse nel sottolineare quei doveri di apertura e di cura sociale che pur appartengono a una visione personalistica della famiglia: la società civile, afferma l’Autore, può infatti essere intesa come la «dilatazione, per cerchi sempre più ampi ma concentrici, del rapporto d’amore che parte idealmente dalla famiglia e dalla sua origine amorosa tra uomo e donna». Invece oggi il ruolo civile della famiglia rischia di appannarsi fino a scomparire, riducendo la propria funzione a una cellula affettiva di compensazione e di rifugio. Si dovrebbe invece ricordare che «il senso della famiglia è altra cosa dal familismo, che commisura i valori propri all’interesse della stirpe e non mette la stirpe alla prova sui valori di servizio di costruzione della vita comune di tutti».
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