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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 11

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 11
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 11 - 2011
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 11
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

EDITORIALE: Il vero profeta
pagine: 4 Scarica
Il presbitero e la preghiera
di Enzo Bianchi pagine: 17 € 4,00
Abstract
La preghiera è semplicemente essenziale per un prete, come peraltro per ogni credente. Ne va della sua vita spirituale, della sua identità e dell’efficacia stessa del suo ministero. Il priore di Bose entra direttamente nel merito di un disagio diffuso in gran parte del clero: assediati dalle molte incombenze pastorali, liturgiche e caritative, spesso i preti sono esposti alla tentazione di non assegnare la priorità alla pratica dello stare con il Signore. Enzo Bianchi rileva con sapienza quanto sia decisivo perseverare nell’assiduità con il Signore, mettervi nel conto fatica e aridità, oltre che gioia e consolazione. L’invito alla ‘manutenzione’ e alla cura attenta di questa dimensione profonda della vita spirituale del presbitero è accompagnato dalla sottolineatura delle specificità della sua preghiera: l’ascolto di Dio e dei fratelli («un’arte fatta di sollecitudine, esercizio, attenzione, passione e custodia») e l’intercessione come atto dello stare davanti a Dio in nome del popolo che gli è stato affidato. Numerose, persuasive ed efficaci suggestioni derivano dalla lettura di questo articolo, quasi un sintetico lessico e una grammatica per una pratica da imparare sempre di nuovo.
Sull’interpretazione del Vaticano II. L’ermeneutica della riforma, compito per la teologia
di Gilles Routhier pagine: 16 € 4,00
Abstract
Il prossimo anno verranno celebrati i 50 anni dell’apertura del Concilio Vaticano II, distanza temporale che consente di riprendere con maggior ponderazione il dibattito sul significato che quell’evento di capitale importanza assume per il futuro della Chiesa. In particolare ancora molto viva è la discussione su come debba essere interpretato il suo insegnamento in rapporto alla tradizione magisteriale della Chiesa postridentina. ll prof. Gilles Routhier, docente alla facoltà di Teologia dell’Università Laval, Québec, cerca in questo suo intervento di ricostruire tale dibattito relativamente alla disputa che contrappone un’ermeneutica della ‘rottura’ a una della ‘continuità’. In questa prima parte del suo intervento (la seconda comparirà sul n. 12 della Rivista) la ricostruzione prende le mosse dai negoziati condotti dalla Santa Sede con mons. Lefebvre e il suo gruppo, quindi analizza la scelta, operata negli anni ’80 dal card. Ratzinger, di sottolineare la ‘continuità’ dell’insegnamento conciliare in dialettica con le posizioni tradizionaliste del vescovo di Écône. Il saggio verrà completato sul prossimo numero dalla presentazione della proposta che papa Benedetto XVI ha posto in primo piano: quella di un’ermeneutica della riforma. Secondo Routhier questa autorevole indicazione rappresenta un compito importante per la teologia, che non deve accontentarsi di una concezione meccanica e ripetitiva della tradizione, fino ad ora incapace di cogliere il Concilio Vaticano II nella ricchezza dei suoi significati.
«Dov’è il Padre?». Il nome di Giobbe è il suo dramma
di Roberto Vignolo pagine: 23 € 4,00
Abstract
Lo splendido studio di don Roberto Vignolo, docente di Esegesi e Teologia biblica alla Facoltà Teologica di Milano, offre una suggestiva interpretazione del libro di Giobbe, a partire da precisi indizi testuali. In particolare, la lettura di questo singolarissimo libro biblico prende lo spunto dall’etimo del nome teoforico di Giobbe stesso, che letteralmente in ebraico suona:«Dov’è il Padre?», intendendosi con Padre Dio stesso. In effetti, la domanda segna profondamente la vicenda di Giobbe e la sua identità. Dov’è infatti quel Dio che come un padre dovrebbe prendersi cura dei suoi figli e non lasciare che siano esposti al male, oltretutto nei suoi impensabili eccessi patiti da Giobbe secondo il racconto dei primi due capitoli? Dio sembra piuttosto avere le fattezze di un nemico, come ripetutamente Giobbe protesta: «Ha acceso contro di me la sua ira e mi considera un nemico». Il nemico per eccellenza, la morte, sembra agli occhi di Giobbe avere il volto di Dio. Ma alla domanda «Dov’è il Padre?» Dio replica con un’altra e speculare domanda: «Dov’eri tu, Giobbe, quando ponevo le fondamenta della terra?». Queste parole rimandano alla radicale differenza tra Dio e l’uomo, alla onnipotenza divina, buona e mite, che alla fine Giobbe sperimenta nella teofania e nei discorsi di Dio. Di fronte al mistero del male «Giobbe capisce che la libertà di Dio ha in serbo un’insuperabile inventiva di soluzioni. A questo Dio infine si affida».
Da Medellín ad Aparecída.Il cammino della Chiesa in Brasile
di Stefano Raschietti pagine: 18 € 4,00
Abstract
Da tempo terminato il clamore delle discussioni sulla Teologia della liberazione, sembra essersi spenta l’attenzione per le Chiese latinoamericane. Tuttavia il loro coraggioso cammino continua nella quotidianità del servizio ai più poveri e questo clima certamente più sereno appare favorevole al volgere uno sguardo retrospettivo al percorso degli ultimi decenni. Stefano Raschietti, missionario saveriano, presbitero, in Brasile dal 1990 e attualmente direttore del Centro Culturale Missionario di Brasilia, offre qui una descrizione, quasi una testimonianza, del cammino della Chiesa brasiliana dalla seconda alla quinta Conferenza Generale dell’Episcopato latino-americano. I due eventi segnano pietre miliari di un percorso che congiunge epoche fra loro molto diverse, il cui esito viene letto da taluni nei termini di un ripiegamento della forza propulsiva degli anni ’60. La ricostruzione proposta da p. Raschietti propone una lettura più articolata di questi decenni, cogliendo tutta la portata innovativa della Conferenza tenutasi presso il santuario di Aparecída, che, celebrata a contatto con la fede delle persone semplici, raccoglie l’eredità della complessa vicenda ecclesiale degli ultimi quarant’anni: «I grandi temi di Medellín sono diventati i grandi temi di Aparecida: nascono da una prossimità con le persone semplici, da esperienze pastorali autentiche, dalla ricchissima fede dei poveri».
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