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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 6

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 6
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 6 - 2010
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 6
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Sommario

EDITORIALE: Tratti essenziali del prete
pagine: 2 Scarica
Verità trascurate del ministero presbiterale
di Alphonse Borras pagine: 12 € 4,00
Abstract
Orientamento del ministero presbiterale alla missione della Chiesa, equilibrio fra culto ed evangelizzazione, importanza della dimensione pneumatologica: queste sono, secondo Alphonse Borras, vicario generale della diocesi di Liegi, le ‘verità trascurate’ dalla recente riflessione sulla figura del prete. Con questo intervento, che coniuga riflessione teologica e sensibilità ecclesiale, l’Autore dà risalto a quelle verità che meritano di essere rispettate sia dal punto di vista dottrinale sia dal punto di vista pastorale proprio per onorare l’equilibrata e ancor oggi attuale prospettiva introdotta dal Concilio Vaticano II al riguardo. Infatti, in una cultura che a volte esalta a oltranza la soggettività con le sue derive narcisistiche, i preti sono tenuti a svolgere il loro ruolo di testimoni gioiosi dell’attualità della salvezza: «Sono tenuti continuamente a imparare a dare il meglio di se stessi e a vivere una vera carità pastorale per tutti, ma senza mai dimenticare che, a imitazione di Giovanni Battista, devono sparire davanti all’azione di Dio nel mistero della liturgia come nell’avventura della missione».
Il Vaticano II, ‘bussola’ per la Chiesa
di Franco Giulio Brambilla pagine: 9 € 4,00
Abstract
Pubblichiamo l’intervento che mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo ausiliare di Milano e preside della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, ha tenuto lo scorso marzo presso l’Università Cattolica di Milano in occasione della giornata di studio su Che cosa è successo nel Vaticano II. La relazione individua con semplicità ed efficacia le quattro principali direttrici scaturite dalle quattro grandi costituzioni conciliari che hanno plasmato e orientato la vita della Chiesa in questi ultimi decenni. L’Autore mostra come, seguendo queste indicazioni fondamentali, il cattolicesimo si sia ritrovato più vicino alle genuine matrici del celebrare, dell’ascolto della Parola, del suo essere popolo di Dio per il mondo. Questa dunque è la modalità sostanziale con la quale il Vaticano II ha inciso nelle nostre Chiese: «Forse lo “stile del Concilio” delinea qui il suo arco più importante: dalla liturgia pregata all’ascolto della parola, dal luogo ecclesiale alla destinazione agli uomini, lo “stile del Concilio” deve far accadere sempre più l’insondabile incontro tra il mistero santo di Dio e la libertà degli uomini».
Icona del Sabato santo. Riflessione teologica sulla Sacra Sindone
di Davide D'Alessio pagine: 17 € 4,00
Abstract
Al termine dell’ostensione della Sindone presentiamo un saggio che illustra le principali questioni sempre di nuovo suscitate dal ‘sacro lino’. L’autore, don Davide D’Alessio, docente di teologia fondamentale presso il Seminario di Seveso (MI), analizza sia le problematiche storico-scientifiche sia quelle spirituali, ma concentra la sua attenzione sulla questione ‘fondamentale’, teologica, interrogandosi sulla valenza testimoniale della Sindone (reliquia, segno, icona?) e sul suo valore per la vita di fede. La Sindone, dunque, seppure non possa essere considerata ‘oggetto di fede’, resta sempre e comunque un oggetto di devozione. La Sindone è una realtà povera, debole, ma come afferma Giuseppe Ghiberti «è un segno estremamente espressivo, efficace, impegnativo. È tanto povera, che non sappiamo di dove viene, in quale epoca sia nata, con quale processo si sia formata, e deve essere accettata così, senza forzare verso gradi di certezza che possiamo desiderare ma il Signore non ci ha dati… Però la Sindone c’è, e dice le stesse cose che dice il vangelo sulla morte e sepoltura di Gesù, anzi diventa segno proprio e solo attraverso il vangelo».
Identità e accoglienza. Due figure bibliche di straniero
di Donatella Scaiola pagine: 12 € 4,00
Abstract
Vivere la condizione di straniero, oggi come all’epoca biblica, significa sperimentare la marginalità sociale e il sospetto. Lo testimoniano le figure di Rut la moabita e Achiòr l’ammonita, personaggi minori e di stirpe ostile a Israele, ma significativi nella dinamica storico-salvifica, in cui molto spesso personaggi marginali svolgono ruoli di grande rilevanza. Rut infatti è donna, straniera, vedova, senza figli: assomma in sé una serie di svantaggi che potrebbero condannarla all’insignificanza. Invece diventa un aiuto prezioso non solo per la suocera Noemi ma anche per il popolo di Israele che l’accoglie: dalla sua discendenza proverrà il Messia. Anche Achiòr, che compare nel libro di Giuditta, ebbe una sorte per certi aspetti analoga. Con questo studio Donatella Scaiola, docente presso la Pontificia Università Urbaniana, propone suggestivi spunti per orientare un approccio non ideologico allo straniero: «Si può almeno dire che i testi letti invitano a un discernimento, al riconoscimento della risorsa che l’altro rappresenta, un riconoscimento che può essere fonte di stupore, generato dal fatto che l’altro sia una risorsa oltre che – o invece di – rappresentare un problema».
Le preghiere eucaristiche del Messale romano. Alcuni problemi di traduzione
di Enrico Mazza pagine: 9 € 4,00
Abstract
La liturgia domenicale (e in essa la preghiera eucaristica) è il momento più importante della vita delle nostre Chiese. Per questo la traduzione dei testi eucologici richiede grande cura, come sottolinea l’istruzione della Congregazione del Culto Divino Liturgiam authenticam (2001), che impone una traduzione più letterale dei testi della liturgia. In questa prospettiva don Enrico Mazza, docente di Storia della liturgia alla Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica di Milano, esamina la traduzione di quattro importanti punti della preghiera eucaristica del Messale Romano, mostrando come alcune scelte meglio corrispondano al testo latino e insieme siano più pertinenti sotto il profilo teologico.
La scelta dell’energia nucleare: rilievi etico-civili
di Bruno Bignami pagine: 16 € 4,00
Abstract
Nessun significativo dibattito o reazione dell’opinione pubblica (ecclesiale e non) è seguito alla scelta del governo italiano di tornare all’energia nucleare. Eppure si tratta di un argomento di grande rilevo non solo civile ma anche etico, come peraltro attestano recenti e autorevoli pronunciamenti del Magistero a proposito della questione ambientale. Il ricorso all’energia nucleare mette infatti a rischio la solidarietà tra le generazioni (che pianeta consegneremo alle generazioni future?) e la giustizia nei rapporti tra paesi ricchi e paesi poveri (siamo consapevoli dei pesanti costi che l’estrazione dell’uranio comporta per questi ultimi?). L’Autore, vicerettore del Seminario di Cremona, mette poi pertinentemente in relazione la problematica nucleare con il nostro paradigma socio- economico ispirato all’iperconsumo e alla crescita senza limiti, la cui insostenibilità è sotto gli occhi di tutti. Anche a proposito dell’energia ci sembra necessario, come afferma Benedetto XVI nella Caritas in veritate, ripensare a «un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza, virtù che indica gli atti da compiere oggi, in previsione di ciò che può accadere domani».

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