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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 2

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 2
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 2 - 2010
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 2
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Sommario

EDITORIALE: L’apostolo e le sue comunità
pagine: 3 Scarica
Abstract
Leggendo la prima lettera ai Tessalonicesi, stupisce il rapporto che lega l’apostolo alla comunità e la comunità all’apostolo: un rapporto molto umano. Paolo è capace di sentimenti veri e profondi: l’amicizia, l’affetto, la tenerezza, la nostalgia, l’ansia e la preoccupazione. La comunità di Tessalonica è la sua famiglia. Penso che ci bastino alcune rapide osservazioni: «Quanto a noi, fratelli, per poco tempo privati della vostra presenza di persona ma non con il cuore, speravamo ardentemente, con vivo desiderio, di rivedere il vostro volto» (2,17); «Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia» (2,20). Paolo è arrivato a Tessalonica dopo gli oltraggi subiti a Filippi: 2,1 (At 16-17). Preoccupato per i Tessalonicesi, non potendo recarvisi di persona, ha inviato Timoteo, anche a costo di restare solo (3,1). Timoteo è ritornato portando buone notizie (3,6): «Ma ora che Timoteo è tornato, ci ha portato buone notizie delle vostra fede, della vostra carità e del ricordo sempre vivo che conservate di noi, desiderosi di vederci, come noi lo siamo di vedere voi». Paolo ricorre per esprimere i suoi sentimenti a due paragoni umanissimi: come una madre e come un padre. Non come una madre in quanto genera i figli, ma in quanto li nutre e veglia su di loro: un amore che è insieme cura e tenerezza, pazienza, come soltanto una madre ha per i suoi figli piccoli (2,7-8). E poi l’amore di un padre che – anche quando i figli sono grandi – li incontra uno ad uno, incoraggiandoli, esortandoli e scongiurandoli a comportarsi bene (2,11-12).
Diventare preti nell’era digitale.Risvolti pedagogici e nuovi cammini. I
di Luca Bressan pagine: 12 € 4,00
Abstract
L’era digitale si presenta come un mondo realmente nuovo, suscita perplessità, disorientamento e perentorie condanne. Eppure è una realtà che chiede di essere abitata, compresa e riorganizzata affinché si possa continuare a comunicare, costruire vite sensate e quindi, anche, diventare preti. Don Luca Bressan, docente di Teologia pastorale alla Facoltà teologica di Milano e membro della redazione della Rivista, propone qui un percorso di lettura dei tratti portanti della cultura digitale, tenendo sempre sullo sfondo la questione della formazione del presbitero, che verrà esplicitata in tutti i suoi risvolti pedagogici nella seconda parte del saggio (pubblicata sul prossimo numero). La riflessione si propone di affrontare a viso aperto le complesse questioni antropologiche proposte dagli stili di vita introdotti dalle recenti innovazioni tecnologiche: «Prima di lasciare che, smarriti e un po’ persi di fronte all’entità dei mutamenti in atto, siano le emozioni a decidere il nostro atteggiamento nei confronti di una simile cultura, dobbiamo sforzarci di leggerla per quello che è: uno spazio antropologico di costruzione delle identità umane».
Sulla Chiesa che sta per cominciare.Prospettive per la parrocchia alle prese con la globalizzazione quotidiana
di Alberto Carrara pagine: 14 € 4,00
Abstract
La nota che segue affronta con decisione il compito di pensare il cristianesimo del prossimo futuro a partire dalla concreta realtà pastorale di una normale parrocchia della provincia bergamasca. Il significato della riflessione qui proposta è accresciuto dal ruolo di parroco del suo autore, don Alberto Carrara, che ha saputo lasciarsi interrogare con onestà e realismo da alcuni fenomeni della ‘globalizzazione quotidiana’ – quali l’immigrazione e l’internazionalizzazione del lavoro – che ha investito molte nostre comunità, trasformandone radicalmente la fisionomia. Questi nuovi elementi quasi costringono a immaginare l’evoluzione del cristianesimo; la lettura proposta da don Carrara fa leva sugli elementi ‘positivi’ che già ora si intravedono nella vita parrocchiale, e abbozza l’immagine futura di una Chiesa comunità battesimale che «sarà “di popolo” o non sarà, sarà “parrocchiale” o non sarà. Ciò naturalmente comporta che la parrocchia abbandoni le sue rigidezze. Quella che oggi è diventata la debolezza della parrocchia, la sua fragilità, potrebbe diventare capacità di adattarsi, duttilità: una Chiesa più “leggera” più fraterna, meno clericale».
Vivere intensamente il reale. Il carisma educativo di don Luigi Giussani
di Julián Carrón pagine: 12 € 4,00
Abstract
In occasione del quinto anniversario della scomparsa di don Luigi Giussani (22 febbraio 2010), presentiamo un’interessante riflessione di don Julián Carrón, successore di don Giussani alla guida del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione e docente di Introduzione alla Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il testo, che pubblichiamo per gentile concessione dell’Editrice La Scuola, riproduce l’Introduzione a L. Giussani, Vivere intensamente il reale. Scritti sull’educazione1 (Brescia 2010, a cura dello stesso J. Carrón) e riassume efficacemente le linee guida dell’ispirazione educativa del sacerdote milanese, che trovano fondamento nella fiducia verso la capacità umana di arrivare al fondo del mistero del reale comprendendone la profonda natura religiosa. Si innesta qui la sollecitazione alla libertà delle coscienze giovanili che don Giussani sapeva, con singolare genio, ridestare. E trova qui lo sfondo di senso la proposta della fede che testimonia Gesù Cristo quale rivelazione gratuita e definitiva del Mistero. La figura di don Giussani si aggiunge così a quelle di Giuseppe Lazzati e don Lorenzo Milani, rievocate sulla Rivista nei mesi scorsi, contribuendo ad arricchire quei riferimenti esemplari che aiutano la comunità cristiana a fronteggiare l’odierna «emergenza educativa».
Economia e sviluppo. Rilettura della Caritas in veritate
di Paolo Colombo pagine: 13 € 4,00
Abstract
Dopo la presentazione di mons. Gianni Ambrosio (sul fascicolo di dicembre 2009), ritorniamo con questo studio del teologo Paolo Colombo, direttore dell’Ufficio studi ACLI di Milano, Monza e Brianza, sull’ultima enciclica di papa Benedetto XVI. La complessità e l’attualità dell’insegnamento di questo importante documento richiedono analisi puntuali e tematiche, come quella qui prescelta, che affronta il rapporto fra sviluppo ed economia, questione al centro di molte discussioni seguite alla odierna drammatica crisi economica. L’analisi dell’enciclica mostra come essa abbia saputo raccogliere l’ispirazione profetica della Populorum progressio, aggiornandola alle problematiche attuali, e riproporre la visione dell’economia al servizio dello sviluppo integrale della persona.
Due sacerdozi, un solo sacerdote. Un esercizio di comunione
di Felice Scalia pagine: 15 € 4,00
Abstract
«Preti e sposi cristiani? Due meraviglie della grazia, frutti dello stesso albero, doni che si richiamano a vicenda, servitori e “padri” della stessa vita che viene da Dio»: le parole conclusive dell’appassionata riflessione di p. Felice Scalia S.J., docente all’Istituto Superiore di scienze umane e religiose di Messina, ne sintetizzano la prospettiva e offrono una chiave originale per riprendere i temi legati all’Anno sacerdotale. Dopo la valorizzazione del sacerdozio battesimale, autorevolmente rilanciata dal Concilio Vaticano II, si è proposto, in diverse forme e modalità, il tema della sua cooperazione con il sacerdozio ministeriale, limitandosi però sovente a una prospettiva pratica di delimitazione materiale delle competenze. Padre Scalia propone qui l’idea di comprendere i due sacerdozi nell’unico e fraterno Popolo di Dio, a partire dall’unico sacerdozio di Cristo e dall’unica radice battesimale, secondo la prospettiva di una mutua valorizzazione che guarda all’‘altra vocazione’ come dono decisivo per comprendere appieno la propria. Così anche povertà, castità e obbedienza trovano comune radice, pur nella diversità delle pratiche quotidiane, in un’umanità liberata, capace di testimoniare eloquentemente il Dio amore.
La malaombra. A proposito di suicidio e qualità del legame sociale
di Aldo Bonomi pagine: 8 € 4,00
Abstract
Ogni anno circa un milione di persone nel mondo si toglie la vita; un caso ogni quaranta secondi, stando ai dati dell’OMS. I tentativi di suicidio sono stimati essere venti volte superiori a quelli portati a termine. Negli ultimi quarantacinque anni la percentuale di casi è aumentata del 60%. In tempi recenti il fenomeno riguarda sempre più i giovani ed è tra le principali cause di morte per le persone di età compresa tra 10 e 24 anni sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo. La ‘malaombra’ colpisce anche nelle nostre comunità, specie nei territori alpini. Per questo la Caritas della diocesi di Como ha recentemente promosso in Valtellina una ricerca sul tema, tesa a indagare la percezione sociale del fenomeno. Il curatore dell’indagine, Aldo Bonomi, sociologo, direttore dell’Istituto di ricerca Aaster e consulente del Cnel, presenta qui alcune riflessioni a margine dei dati raccolti. Ne emerge un quadro che non può lasciare tranquilli, soprattutto a proposito dei disagi e delle fragilità che si insinuano nella vita quotidiana di ognuno, spesso determinati dai mutamenti economico-sociali che hanno investito quei territori. L’Autore indica anche alcune ipotesi di lavoro che la comunità ecclesiale potrebbe raccogliere per contribuire a dar vita a relazioni che integrino buoni legami sociali e benessere economico.

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