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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 9

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 9
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 9 - 2009
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 9
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

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Sommario

EDITORIALE: La via della condivisione e del capovolgimento
pagine: 3 Scarica
Liturgia e amore per i poveri
di Goffredo Boselli pagine: 17 € 4,00
Abstract
La recente crisi economica ha portato a riscoprire parole da tempo dimenticate come sobrietà, moderazione, condivisione, solidarietà. Parole che la Chiesa ben conosce poiché, da sempre, essa ha la consapevolezza di essere edificata dall’eucaristia, principio di condivisione di un unico pane, come insistentemente afferma Paolo nella Prima lettera ai Corinti. La riflessione di Goffredo Boselli, liturgista e monaco della comunità di Bose, istruita dai testi paolini e patristici, muove dalla domanda se l’attuale prassi eucaristica delle comunità cristiane e il loro discernimento del corpo del Signore siano deficitari, simili a quelli dell’antica comunità di Corinto. L’articolo costituisce una preziosa occasione di verifica per le nostre comunità a proposito del tenore delle loro celebrazioni liturgiche. «Solo dall’eucaristia, e in essa dal gesto profetico della frazione del pane, le comunità cristiane d’Occidente potranno rinnovare la loro consapevolezza che la Chiesa non può essere corpo di Cristo se in essa i cristiani, rigettando ogni forma di egoismo, non condividono i loro beni con i poveri, quelli a loro prossimi come quelli lontani».
Dal Paese catodico a egolandia. Una riflessione su media e crisi culturale
di Chiara Giaccardi pagine: 13 € 4,00
Abstract
Soggettivismo, individualismo, ricerca della gratificazione immediata sono caratteri dell’attuale cultura diffusa ripetutamente rilevati dai pronunciamenti ecclesiastici. Lo studio che qui pubblichiamo offre un’interessante pista di riflessione, utile a comprendere il ruolo che i media hanno avuto in questa recente e radicale mutazione antropologica, a livello sia di mentalità sia di costume. Ne è autrice Chiara Giaccardi (docente di Sociologia e antropologia dei media all’Università Cattolica di Milano) che pone l’attenzione soprattutto sul ruolo preponderante della televisione in questo cambiamento, mostrando come essa negli ultimi decenni, dopo l’affermazione del modulo della tv commerciale, abbia perduto la funzione culturalmente costruttiva svolta al suo sorgere, e sia divenuta cassa di risonanza di una concezione della vita di basso profilo. Proponiamo questa riflessione persuasi che una critica e lucida comprensione di tale dinamica, oggettivamente in contrasto con una visione religiosa dell’esistenza, aiuti a intuire come essa non sia neutra, ma, al contrario, plasmi negativamente sensibilità e comportamenti, in particolare delle giovani generazioni.
Paolo di Tarso nella storia della Chiesa. L’autorevole custode dell’identità cristiana. I
di Saverio Xeres pagine: 10 € 4,00
Abstract
Concluso l’‘anno paolino’, torniamo sulla figura del grande apostolo con una meditata e interessante ‘storia degli effetti’ che il suo pensiero ha esercitato lungo la vita della Chiesa, soprattutto nei periodi in cui essa si è posta alla ricerca della propria identità. L’interesse dello studio di don Saverio Xeres, docente di Storia della Chiesa alla Facoltà teologica di Milano e redattore della Rivista, è ancora maggiore se si considera la mancanza di studi di sintesi su questo tema. Pubblichiamo qui la parte iniziale dell’intervento, dedicata ai primi quattro secoli, ove emergono i tratti di una recezione non univoca, anzi segnata da dibattiti e contraddizioni, come testimonia l’appropriazione della figura paolina da parte di alcuni movimenti ereticali dei primi secoli.
Luoghi della liturgia. Esperienza dello spazio e partecipazione al mistero
di Giuliano Zanchi pagine: 18 € 4,00
Abstract
L’appassionante studio di don Giuliano Zanchi, parroco e liturgista della diocesi di Bergamo, si propone di mostrare come la costruzione dello spazio contribuisca all’‘efficacia contemplativa’ della liturgia, alla sua capacità di attrarre alla partecipazione, cioè di sollecitare il credente a disporre l’intero della sua persona nei legami che si istituiscono nell’azione liturgica. L’obiettivo non è quindi di spiegare il significato dei luoghi liturgici, né di sviluppare una esegesi dello spazio cristiano e della sua topica. La riflessione cerca piuttosto di condurre il lettore a cogliere gli elementi essenziali del particolare meccanismo che i luoghi della liturgia cristiana sanno disporre, al fine di realizzare ciò che si dice. Per compiere questo itinerario lo studio si affaccia anzitutto sul senso dell’esperienza originaria che l’essere umano ha dello spazio, facendo comprendere che i due aspetti, quello antropologico e quello liturgico, non sono uno la preparazione dell’altro, quasi che il secondo arrivi a sostituire il primo, ma si implicano continuamente a vicenda anche nei luoghi della quotidiana esperienza celebrativa.
Su questo ti sentiremo un’altra volta (At 17,32). La sfida del dialogo tra laici e cattolici
di Aristide Fumagalli pagine: 17 € 4,00
Abstract
Note ragioni di carattere storico rendono particolarmente difficile il dialogo fra laici e cattolici in Italia che, recentemente, ha conosciuto un nuovo picco polemico in occasione di vicende legate a temi di bioetica. L’autore dell’interessante studio, don Aristide Fumagalli, docente di Teologia morale nel Seminario Arcivescovile di Milano, propone qui un percorso capace di condurre a un luogo condiviso dal quale sia possibile avviare un reale dialogo fra le due parti. Il terreno comune è ritrovato nell’amore del prossimo, comandamento essenziale della morale cristiana e istanza etica riconoscibile anche dalla riflessione razionale; quindi possibile luogo privilegiato di confronto con l’etica laica postmoderna. Entrambi i punti di vista condividono qui la fondazione dell’evidenza morale sulla relazione interpersonale: «Inscritto nella relazione interpersonale e sociale, l’amore del prossimo prospetta il rispetto e la cura del tu come fondamento del dialogo, sottraendo le decisioni sul bene e sul male al totale relativismo di un’etica solo fondata sull’io, come pure all’assolutismo fondamentalista di un’etica dipendente solo da una certa visione di Dio».

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