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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 6

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 6
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 6 - 2009
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 6
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Sommario

EDITORIALE: In principio la gratuità
pagine: 3 Scarica
Riscoprire l’anima?
di Giacomo Canobbio pagine: 20 € 4,00
Abstract
L’anima torna a far parlare di sé, e a far discutere. Lo testimoniano recenti, fortunate, pubblicazioni, ma anche le sempre nuove acquisizioni delle neuroscienze che, sulla base dello studio del cervello, vogliono rendere ragione della particolarità della persona umana senza ricorrere allo spirito o a un principio di altra ‘natura’. Di fronte a queste prospettive la teologia è provocata a interrogarsi sulla possibilità/ necessità di affermare negli umani un elemento che non si identifichi con il cervello e neppure con l’energia che pervade l’universo. Affronta questo compito il noto teologo mons. Giacomo Canobbio che, dopo aver presentato le posizioni delle neuroscienze e aver sinteticamente riletto la tradizione biblico-teologica sul tema dell’anima, ricorda che essa rappresenta come un leitmotiv in tutto il corso del pensiero occidentale. L’idea di anima mirava anzitutto a salvaguardare la singolare origine e quindi l’unicità dell’essere umano e, in secondo luogo, rappresentava il necessario presupposto per destinare all’uomo la vita eterna. Ancor oggi «il termine “anima” è lo strumento linguistico per dire che l’essere umano non può essere equiparato alle altre creature; con esso si vuol indicare che l’uomo ha un’origine e un destino originali, che si riflettono nel suo modo di porsi di fronte al mondo e di fronte a Dio».
Nuovi ministeri, Chiese locali e il futuro della missione
di Gilles Routhier pagine: 15 € 4,00
Abstract
Non soltanto nel Nordeuropa o nel Nordamerica (luoghi ben conosciuti dall’autore di questo articolo), ma ormai anche in Italia molte diocesi oggi chiamano e destinano dei laici a svolgere un ministero a servizio del Vangelo e a nome della Chiesa. Molte di esse hanno anche ristabilito il diaconato. La diminuzione del numero dei preti ha di sicuro favorito questo nuovo stato di cose, ma non può essere additata come l’unica giustificazione. Ospitiamo volentieri al riguardo la riflessione del prof. Gilles Routhier, teologo canadese ormai conosciuto dai lettori della Rivista, perché ci aiuta a costruire un quadro interpretativo capace di indicarci la giusta prospettiva nel leggere il fenomeno in atto. Questi «nuovi ministeri» traducono nella pratica la consapevolezza della comunità ecclesiale circa l’annuncio del Vangelo, promossa dal Concilio Vaticano II. Questi nuovi ministeri sono perciò una chance non soltanto perché permettono alla Chiesa di andare avanti, ma soprattutto perché la riorientano alla missione in mezzo agli uomini, avendo come obiettivo il Regno. Questi «nuovi ministeri» sono un terreno nel quale la Chiesa è chiamata a misurarsi con una grande scelta: o cercare continuamente rimpiazzi per riproporre un modello istituzionale superato dai cambiamenti culturali in atto; o osare il coraggio di re-istituire il campo del ministero ecclesiale, sicura dell’assistenza di uno Spirito che non smette di accompagnare il popolo di Dio dentro la storia degli uomini.
I diversi volti dell’unica Chiesa in Cina
di Matteo Nicolini, Matteo Nicolini-Zani pagine: 16 € 4,00
Abstract
L’articolo di Matteo Nicolini-Zani, monaco della comunità ecumenica di Bose, offre un quadro chiaro ed equilibrato dell’attuale situazione della Chiesa in Cina. L’autore, forte di una conoscenza diretta della realtà che descrive, fa giustizia degli stereotipi alla luce dei quali in Occidente si è guardato alla Chiesa nella Repubblica popolare cinese, particolarmente in riferimento alla sua relazione con il potere politico. Ne emerge il ritratto di una Chiesa con un forte dinamismo, molto variegata al suo interno, e alle prese con il compito della riconciliazione tra le comunità di cui si compone: una sfida il cui traguardo non è un’utopia, ma l’esito concretamente praticabile di un percorso che richiede pazienza e comprensione reciproca.
Come lucertole. Sub specie æternitatis. II
di Marco Pozza pagine: 12 € 4,00
Abstract
Anche questa seconda parte dell’articolo di don Marco Pozza (cfr. per la prima il n. 5/2009, pp. 350-361) evidenzia una profonda conoscenza del mondo giovanile insieme ad una sapiente riflessione esistenziale. L’attenzione viene qui concentrata su due ‘liberazioni’ invocate dalla condizione giovanile: liberazione dal tempo e dall’ambiguità del gesto. Infatti «la questione del tempo si rivela tutt’altro che secondaria al fine di sanare l’immaginazione giovane ferita e riscoprire l’importanza dell’affectus verso Dio», e insieme – si interroga l’Autore in relazione alla gestualità – come è possibile «spiegare l’abbraccio con cui si firma il segno della pace a giovinezze abituate ad abbracciare tutto, tutti e ovunque?». Facciamo nostro l’augurio conclusivo del saggio, che ne ribadisce anche la tesi di fondo: Dio «non è stato dimenticato: questa è la consolante notizia. È stato offuscato: ripulirlo è la sfida stilistica per un cristianesimo d’azione e convinzione».
In lotta con l’angelo. Una riflessione cristiana sulla menzogna
di Davide D'Alessio pagine: 12 € 4,00
Abstract
In quest’epoca segnata da modeste, se non assenti, passioni ideali e civili, anche la menzogna sembra trovare cinicamente un suo ‘giustificato’ spazio pubblico. La riflessione di don Davide D’Alessio, docente di Teologia fondamentale presso il Seminario di Seveso (MI), riporta la menzogna alla profondità della sua radice teologica commentando i noti testi di Giovanni 8 e Genesi 3. La Scrittura consente di cogliere la logica profonda della menzogna, mostrando che, contrariamente a quanto siamo indotti a pensare, essa non è semplicemente contrapposta a verità, ma anche a vita e a libertà. L’ammonimento è a non considerare la menzogna, di cui è padre il Maligno, una cosa da poco. La rivelazione di Gesù – ricorda l’Autore – rappresenta il momento di estrema chiarezza nella separazione fra verità e menzogna: «Perdonando i suoi uccisori, ha confermato di essere il Figlio che ha vissuto alla ricerca dei suoi fratelli. In questo modo ha posto definitivamente una linea di demarcazione tra la verità e la menzogna, tra la luce e le tenebre, tra l’Abbà, Padre, che ci chiede di vivere come fratelli e il Dio, l’idolo, che ci comanda di crocifiggere o lapidare un uomo!».

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