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Sull’interpretazione del Vaticano II. L’ermeneutica della riforma, compito per la teologia, II

digital Sull’interpretazione del Vaticano II. L’ermeneutica della riforma, compito per la teologia, II
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 12
titolo Sull’interpretazione del Vaticano II. L’ermeneutica della riforma, compito per la teologia, II
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 2011
€ 6,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Pubblichiamo qui la seconda parte del saggio dedicato da Gilles Routhier, docente alla facoltà di Teologia dell’Università Laval, Québec, al dibattito sull’interpretazione del Concilio Vaticano II (per la prima cfr. il fascicolo 11/2011, pp. 744-759). L’Autore mette a fuoco lo sviluppo del tema a partire dal 1985, quando la discussione, segnata in modo decisivo dal confronto con la corrente lefevbriana, vede il progressivo affermarsi dell’idea di una ‘ermeneutica della riforma’, portatrice di un’idea complessa di tradizione, capace di andare oltre la giustapposizione fra le tesi che vorrebbero il Concilio in posizione di ‘rottura’ ovvero di ‘continuità’ col Magistero precedente. Secondo l’Autore, entrambe concluderebbero alla svalutazione del significato del Vaticano II, la prima considerandolo in diversi punti ‘eretico’, la seconda affermando che, alla fine, il Concilio non ha detto altro che quello che già era noto. Oltre questa riduttiva contrapposizione, la prospettiva di Benedetto XVI richiama che al tempo del Concilio tre grandi questioni attendevano una risposta: la relazione tra scienza e fede, fra Chiesa e Stato moderno, il pluralismo religioso; a tutte il Vaticano II ha dato una risposta che conteneva una certa forma di discontinuità, ma senza abbandonare la continuità dei principi, poiché, afferma il Papa, «è appunto in quest’insieme di continuità e di discontinuità a diversi livelli che consiste la natura della vera riforma».

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