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Risultati della ricerca

Una Chiesa che impara a cambiare novitàdigital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2017 - 6 | anno: 2017 | numero: 6
Anno: 2017
«Non viviamo un’epoca di cambiamento, ma un cambiamento d’epoca». La nota frase di papa Francesco non è un gioco di parole, ma esprime quanto incisive e profonde siano le trasformazioni che stiamo vivendo nella società e nella Chiesa. Negli ultimi vent’anni esse hanno conosciuto un’accelerazione che non è esagerato definire inedita nella storia stessa dell’umanità...
€ 3,60
Famiglia e appartenenza alla Chiesa nella realtà pastorale digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2016 - 5 | anno: 2016 | numero: 5
Anno: 2016
Lo studio di mons. Luca Bressan, pastoralista, vicario episcopale della diocesi di Milano e membro della redazione della Rivista, riflette sul rapporto tra famiglia e Chiesa dentro il quotidiano della vita pastorale. Un quadro complesso, segnato dai profondi cambiamenti culturali che hanno trasformato radicalmente i riferimenti antropologici, generando una frattura fra vita e fede che la pastorale ha cercato di abitare con ogni mezzo, per evitare un indebolimento della vita cristiana e dell’annuncio del Vangelo...
€ 3,60
I preti e il denaro. Un rapporto complesso digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2015 - 1 | anno: 2015 | numero: 1
Anno: 2015
Un’articolata riflessione sul rapporto fra condizione presbiterale e denaro condotta da Mons. Luca Bressan, vicario episcopale della diocesi di Milano
€ 3,60
Nuova Evangelizzazione. Ricostruzione di un concetto. II digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2014 - 4 | anno: 2014 | numero: 4
Anno: 2014
Pubblichiamo qui la seconda parte del contributo che mons. Luca Bressan (membro della redazione e docente di Teologia pastorale alla Facoltà teologica di Milano) dedica al tema della ‘nuova evangelizzazione’...
€ 3,00
Nuova Evangelizzazione. Ricostruzione di un concetto. I digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2014 - 3 | anno: 2014 | numero: 3
Anno: 2014
A un anno dall’elezione di papa Francesco e a pochi mesi dalla pubblicazione della Evangelii Gaudium, ‘manifesto’ del nuovo pontificato...
€ 3,60
«Come mai questo tempo non sapete valutarlo?» (Lc 12,56). Stimoli per un discernimento in tempi di nuova evangelizzazione digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 1 | anno: 2012 | numero: 1
Anno: 2012
L’esplicito invito al discernimento che i vescovi italiani rivolgono alle loro Chiese negli Orientamenti pastorali per il decennio in corso rappresenta un appello a produrre un’interpretazione, realistica e spirituale insieme, del contesto nel quale ci troviamo a vivere. Don Luca Bressan, docente di Teologia pastorale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale e membro della redazione della Rivista, fa proprio questo invito cercando le ragioni dell’attuale mancanza di una lettura del presente, capace sia di unifi care un corpo ecclesiale smarrito e frammentato sia di dargli le energie per immaginare un futuro praticabile. Dopo aver delineato struttura e luoghi del discernimento, cerca di proiettarlo nel processo della ‘nuova evangelizzazione’ che chiede alla Chiesa di saper abitare questo nuovo clima culturale in modo propositivo: mantenendo lucidità, elaborando letture e giudizi della situazione che permettono di riconoscere il bene anche dentro scenari nuovi, individuando così i luoghi a partire dai quali dare nuova vitalità al proprio impegno missionario ed evangelizzatore. Il rinnovamento auspicato signifi ca quindi «riuscire ad avere delle comunità cristiane che vivano sempre meno la propria fede come un presupposto e invece facciano della loro esperienza di Dio il centro del proprio esserci», ma ciò non può in alcun modo essere «frutto di un semplice atto di volontà, bensì il risultato di una seria azione di discernimento».
€ 6,00
La catechesi e le sfide dell’evangelizzazione digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 4 | anno: 2012 | numero: 4
Anno: 2012
Lo scorso ottobre si è svolta a Villa Cagnola di Gazzada (VA) il Colloquio internazionale su La catechesi e le sfide dell’evangelizzazione, progetto ideato da L. Bressan e G. Routhier. Del Colloquio, di cui è in corso la pubblicazione degli Atti, anticipiamo la relazione introduttiva di mons. Adriano Caprioli, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla. L’intervento puntualizza anzitutto l’identità della catechesi, intesa come «quella forma del ministero della Chiesa che espressamente si occupa della promozione della fede sotto il profilo del “sapere”», sullo sfondo del programma ecclesiologico del Concilio Vaticano II e del recente panorama culturale, connotato dal pluralismo culturale e religioso. Quindi mons. Caprioli concentra la rifl essione sul tema della catechesi parrocchiale degli adulti, compito oggi tanto necessario quanto disatteso, proponendo l’interessante esperienza dei ‘Gruppi di annuncio e di ascolto’ che prevede una strategia catechetica radicalmente rovesciata: non è la gente che va in chiesa o in parrocchia per la catechesi ma, al contrario, è la parrocchia che con i suoi preti, diaconi, persone consacrate e laici più preparati, si muove e va a fare la catechesi là dove la gente vive e opera.
€ 4,00
La cooperazione tra le Chiese cattoliche africane ed europee. Sullo scambio dei presbiteri fidei donum digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 5 | anno: 2012 | numero: 5
Anno: 2012
Lo studio di mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente della Commissione episcopale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese, approfondendo il tema dello scambio di presbiteri fra la Chiesa italiana e quelle africane, pone in risalto il problema più generale del suo valore pastorale. Ancor più delicato in considerazione del rilievo quantitativo del fenomeno: il numero totale dei sacerdoti non italiani formalmente impegnati nel servizio in Italia è infatti oggi superiore a 3.000 ed è in costante aumento. Al fi ne di rendere più feconda e ordinata la cooperazione, la CEI ha recentemente rivisto le convenzioni che la disciplinano (giugno 2010), ribadendo in particolare l’obbligatorietà del parere col vescovo del paese d’origine che attesta sia la condotta di ogni sacerdote sia la sua volontà di cooperare. Corrispettivamente, viene lì sottolineata l’importanza che il vescovo ospitante giudichi quali siano i reali frutti del lavoro dei fidei donum, «in termini non di prestazione ma di cooperazione ecclesiale, in termini non di manodopera ma di fraternità, non in quantità di celebrazioni ma di testimonianze e di qualità sacerdotale». Queste attenzioni, conclude l’Autore, impegnano e responsabilizzano tanto le Chiese di accoglienza quanto quelle di invio e potranno raggiungere l’obiettivo voluto, anzitutto se esse non vengono interpretate come strumenti burocratici ma come stimolo alla progettualità delle Chiese locali.
€ 4,00
Diventare preti nell’era digitale.Risvolti pedagogici e nuovi cammini. I digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 2 | anno: 2010 | numero: 2
Anno: 2010
L’era digitale si presenta come un mondo realmente nuovo, suscita perplessità, disorientamento e perentorie condanne. Eppure è una realtà che chiede di essere abitata, compresa e riorganizzata affinché si possa continuare a comunicare, costruire vite sensate e quindi, anche, diventare preti. Don Luca Bressan, docente di Teologia pastorale alla Facoltà teologica di Milano e membro della redazione della Rivista, propone qui un percorso di lettura dei tratti portanti della cultura digitale, tenendo sempre sullo sfondo la questione della formazione del presbitero, che verrà esplicitata in tutti i suoi risvolti pedagogici nella seconda parte del saggio (pubblicata sul prossimo numero). La riflessione si propone di affrontare a viso aperto le complesse questioni antropologiche proposte dagli stili di vita introdotti dalle recenti innovazioni tecnologiche: «Prima di lasciare che, smarriti e un po’ persi di fronte all’entità dei mutamenti in atto, siano le emozioni a decidere il nostro atteggiamento nei confronti di una simile cultura, dobbiamo sforzarci di leggerla per quello che è: uno spazio antropologico di costruzione delle identità umane».
€ 4,00
Diventare preti nell’era digitale.Risvolti pedagogici e nuovi cammini. II digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 3 | anno: 2010 | numero: 3
Anno: 2010
Il saggio di don Luca Bressan (docente di Teologia pastorale alla Facoltà teologica di Milano e membro della redazione della Rivista), dopo aver illustrato sul numero precedente della Rivista i principali caratteri della ‘svolta digitale’ in atto nella nostra cultura, affronta qui il cuore della problematica pedagogica. L’autore afferma che l’abitazione dello spazio digitale non è senza conseguenze per il modo di vivere la fede cristiana e di immaginare l’identità presbiterale. La sfida riguarda quindi i modi di stare dentro questa inedita cultura, che è come un nuovo e inevitabile paesaggio della vita umana. La domanda che ne emerge verte sui processi di reinterpretazione e i percorsi di discernimento per accompagnare oggi un giovane nella costruzione della sua identità presbiterale. Il focus della riflessione diviene quindi eminentemente educativo e antropologico, provoca in particolare al ripensamento dei contesti formativi, i seminari, e dei percorsi pedagogici lì proposti: la loro efficacia dipende dall’attitudine a rideclinare quelle strutture dell’umano tendenzialmente isterilite dai meccanismi della cultura digitale.
€ 4,00
Presenza e servizio pastorale dei sacerdoti stranieri in Italia digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 7-8 | anno: 2010 | numero: 7-8
Anno: 2010
Qualche parola per introdurre un testo il cui stile risulterà differente dagli articoli che abitualmente compongono i numeri della Rivista. In effetti, lo stile di questo scritto non è quello dell’articolo, ma piuttosto quello della comunicazione. Così originariamente è stato pensato: si tratta di una comunicazione che mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente uscente della Commissione episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese, ha presentato all’assemblea generale della CEI dello scorso mese di maggio, come bilancio del lavoro svolto e consegna di un’urgenza alla commissione che gli sarebbe succeduta. Pubblichiamo volentieri questa comunicazione, con lo stile che le è proprio, perché ha il pregio di porre alla nostra attenzione un fenomeno che la quotidianità delle nostre Chiese locali conosce ormai da diversi anni, ma che invece fatica a trovare il rilievo che meriterebbe, all’interno del dibattito ecclesiale nazionale. Il fenomeno è presto detto: la presenza e l’azione di preti stranieri nelle nostre diocesi; presenza che conosce una distribuzione asimmetrica all’interno del territorio ecclesiale nazionale (molto diffusa nelle Chiese del Centro Italia, presente con minore intensità nelle altre zone). I discorsi che accompagnano questa presenza sono ampiamente al di sotto delle sfide che essa comporta. Sono ancora tesi tra gli estremi in opposizione (accoglienza entusiasta da un lato, come se si fosse di fronte a una ventata di spirito missionario, che ha tuttavia invertito la direzione; irrigidimento e paura acritica dall’altro, quasi questa presenza costituisse una minaccia alla specificità del volto italiano della nostre Chiese) e faticano a leggere il fenomeno per quello che realmente esprime: la declinazione in ambito ecclesiale di un mescolamento della popolazione che è in atto in modo irreversibile. Irreversibile non è sinonimo di non guidato e non monitorato. Ecco quindi il significato di questa comunicazione: intende costruire lo spazio, delimitandone gli estremi, di un giusto dibattito che la Chiesa italiana è chiamata ad istruire su questo fenomeno. Per leggerne i rischi e le potenzialità (senza la presenza di questi preti più di una nostra diocesi si troverebbe a vivere situazioni che spesso descriviamo – un po’ intimoriti – come caratteristiche delle Chiese del Nord Europa); per aiutare a costruire un discernimento che sia il più possibile spirituale e cristiano. La Redazione della Rivista si impegna a contribuire al dibattito, facendo seguire alla pubblicazione di questa comunicazione altri articoli di approfondimento.
€ 4,00
«Per noi il vivere è Cristo» (Fil 1,21).Sul legame fra eucaristia e vita quotidiana digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 12 | anno: 2010 | numero: 12
Anno: 2010
Il prossimo settembre si celebrerà ad Ancona il XXV Congresso Eucaristico Nazionale. La prospettiva di questo importante evento offre l’occasione per rivisitare e approfondire la ricca teologia del sacramento centrale del cristianesimo. In questa linea don Luca Bressan, docente di Teologia pastorale presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, affronta il delicato rapporto fra eucaristia e vita quotidiana, tema ampio e talvolta soggetto a risonanze solo retoriche. La riflessione si sviluppa in riferimento costante alla categoria teologica di testimonianza: essa rappresenta infatti sia l’ambito proprio nel quale si colloca il farsi vita quotidiana dell’eucaristia sia la regola che disciplina la relazione e indirizza la vita di fede. Il nesso eucaristia-testimonianza ha infatti il suo motore nel discernimento, come ben sottolinea la Lettera ai Romani, che invita i credenti a intendere la celebrazione eucaristica quale «principio dinamico, luogo nel quale apprendiamo a ragionare in modo diverso sul reale: a leggerlo in modo diverso, a decodificarlo a partire dalla sua prospettiva».
€ 4,00

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