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Maria Ignazia Angelini

Maria Ignazia Angelini
autore
Vita e Pensiero
Maria Ignazia Angelini è badessa del Monastero benedettino di Viboldone.
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Scritti dell'autore

Prendere bene ogni cosa digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 9
Anno: 2011
«Viviamo incalzati, indifesi dall’ansia di ciò che accade. Aggrediti e istintivamente aggressivi». Queste parole con cui inizia la profonda meditazione di Madre Maria Ignazia Angelini (badessa del Monastero benedettino di Viboldone) esprimono bene il clima diffuso di questo tempo. Il registro del lamento rischia di permeare il nostro stare al mondo e di farci perdere il contatto con la realtà, tenuta a distanza dall’insoddisfazione. Rimedio radicale a tale disposizione dell’anima è l’eulabeia, letteralmente «prendere bene le cose, per il lato giusto», vederne il lato buono. Questa adesione alla realtà non è facile. Presuppone un affidamento fondamentale del vivere, che si matura soprattutto nel crogiolo del dolore e nella nudità del fallimento, passaggi obbligati per ogni essere umano. Possiamo farlo alla scuola di Gesù, seguendolo nel suo affidarsi anche nell’ora decisiva della pasqua. E sapendo che in tale abbandono si può far conto sul Padre. Prendere bene tutte le cose consente di gustare la vita proprio così com’è, riscattandola dalla vacuità a cui l’insoddisfazione o il lamento finiscono per condannarla.
€ 4,00
«… nel Signore, sempre». Meditazione sulla gioia digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2008 - 2
Anno: 2008
Esiste una vera e propria responsabilità cristiana della gioia, afferma madre Maria Ignazia Angelini, badessa del monastero benedettino di Viboldone (Milano), in questa meditazione svolta sull’ordito della lettera ai Filippesi. Infatti, in un tempo come il nostro, singolarmente segnato dalla malinconia, le comunità ecclesiali e i singoli credenti sono chiamati a testimoniare con nitore una loro caratteristica essenziale: la gioia come sentimento della fede. Un sentimento non spontaneistico o a buon mercato, ma ben consapevole della drammaticità e della tragicità della condizione umana. Questo paradosso è possibile solo perché la gioia cristiana non ha altra sorgente che la presenza del Signore, che, come afferma Paolo nell’inno del secondo capitolo, non si è tenuto gelosamente aggrappato alla sua condizione divina, ma si è svuotato nella forma di schiavo, fino alla morte: per questo Dio l’ha risuscitato. Il pressante invito a «rallegrarsi nel Signore» risuona quindi come cardine di un mondo degli affetti generato e plasmato dall’evento della Pasqua.
€ 4,00
Dio sicuramente spera digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2006 - 6
Anno: 2006
Maria Ignazia Angelini (badessa del monastero benedettino di Viboldone) propone in queste pagine una meditazione di singolare intensità. L’atmosfera diffusa di questa nostra epoca in cui la speranza ha ceduto il passo alle passioni tristi – paura e accidia – è costantemente tenuta presente come lo sfondo da cui non si può prescindere nella testimonianza della speranza cristiana. Proprio un tempo come questo – in cui le certezze umane di qualche decennio addietro si manifestano come illusioni – appare assai propizio: «Spendendo la vita, giorno dopo giorno, in una precarietà sempre più minacciata che si rivela, nella fede, condizione opportuna per non possedersi, per uscire da autonomie falsamente promettenti, non ci troviamo nella condizione ideale per corrispondere alla tenacia della promessa di Dio, per testimoniare la consegna alla sua fedeltà, nel rifiuto di ogni “espediente” per sopravvivere?». L’Autrice sollecita ad andare al fondamento ultimo in cui si radica la speranza della Chiesa: è possibile per noi, nel tempo della povertà, annunciare speranza nella misura in cui apriamo gli occhi alla speranza di Dio. Perché in Gesù sappiamo che Dio sicuramente spera.
€ 4,00
Varcare la soglia: lo spazio e il tempo della liturgia digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2005 - 9
Anno: 2005
Come entriamo in chiesa, allorché ci accingiamo a celebrare l’eucaristia? La domanda esplicita una questione di essenziale importanza, che determina il timbro delle nostre celebrazioni, dipendendo esso dalla disposizione con cui le si vive. «Nella celebrazione si entra attraverso un semplicissimo atto di attenzione credente a un evento gratuito che sta offerto in un tempo e uno spazio altri da quanto mani umane costruiscono». Sono il tempo e lo spazio della liturgia cristiana che custodisce, attualizzandola, la memoria della Pasqua di Gesù. L’articolo di madre Maria Ignazia Angelini (abbadessa del monastero benedettino di Viboldone) sollecita a varcare la soglia della celebrazione con uno spirito vigile, ben consapevole del Dono che vi viene offerto. Per questo motivo l’Autrice mette in guardia dalle tentazioni sia di rendere interessante la liturgia in chiave spettacolare (ne verrebbe corrotta la sostanza) sia dell’estetismo della religiosità postmoderna (un suo raffinato uso strumentale). In tal modo verrebbe infatti oscurato il senso autentico del rito cristiano, quel «fate questo in memoria di me» che ne è come la punta dura: i santi segni chiedono l’intimo consenso al mistero della Pasqua e l’obbediente trasformazione della propria vita a immagine della dedizione di Gesù.
€ 4,00
 
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