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Giacomo Canobbio

Giacomo Canobbio
autore
Vita e Pensiero
Giacomo Canobbio è docente di Teologia sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
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Libri dell'autore

Giustizia e misericordia. Una prospettiva teologica sui processi canonici per le cause matrimoniali novitàdigital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2018 - 6
Anno: 2018
Recenti interventi magisteriali a proposito delle cause matrimoniali, nonché la prospettiva di fondo di Amoris Laetitia, ci inducono a tornare sul rapporto tra giustizia e misericordia, il cui chiarimento consente di illuminare la prassi sia canonica sia pastorale...
€ 3,60
Il vescovo, tra rappresentanza di Cristo e leadership digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2017 - 10
Anno: 2017
Come è noto, ai testi del Vaticano II viene assegnato il merito di aver ridato dignità teologica alla figura episcopale, dopo una lunga eclissi in epoca moderna. Tuttavia, nota mons. Giacomo Canobbio, docente di Teologia dogmatica presso la Facoltà teologica di Milano, il Concilio non è riuscito a delineare un modello chiaro e praticabile di vescovo, almeno non nella misura in cui Carlo Borromeo costituì la figura paradigmatica di vescovo nell’epoca moderna...
€ 3,60
Ripensare il celibato dei preti? digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2016 - 9
Anno: 2016
La questione del celibato dei preti, talvolta riproposta come rimedio al persistente calo delle vocazioni sacerdotali, è oggetto di approfondita riflessione in questo studio di mons. Giacomo Canobbio, docente di Teologia sistematica presso la Facoltà teologica di Milano. Premesso che la questione non attiene ai contenuti fondamentali della fede, il chiarimento non può che procedere nel rispetto del duplice e intrinseco riferimento alla ‘fedeltà alle origini’ e ai ‘segni dei tempi’...
€ 3,60
Leggere per formarsi digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2015 - 10
Anno: 2015
La crisi dell’editoria cattolica, in specie quella teologica, e l’annunciata chiusura di prestigiose riviste segnalano un dato che merita considerazione: nella Chiesa si legge sempre di meno...
€ 3,60
Dove va la Chiesa. Appunti per una lettura di 'Evangelii gaudium' digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2014 - 12
Anno: 2014
L’Evangelii gaudium è il primo documento di Papa Francesco al quale riferirsi per comprendere stile e pensiero che ispirano il suo pontificato...
€ 3,60
Chi ha diritto di parola nella Chiesa? digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 2
Anno: 2013
L’interrogativo che fa da titolo all’intervento di mons. Giacomo Canobbio, docente di Teologia dogmatica alla Facoltà teologica di Milano, offre un’occasione preziosa per verificare la recezione del rinnovamento ecclesiologico proposto dal Vaticano II e che, in questi cinque decenni, ha incontrato non poche difficoltà. Ancor oggi prevale presso l’opinione pubblica, laica ed ecclesiale, la rappresentazione di una Chiesa nella quale vigono una concentrazione verticistica e clericale della parola pubblica e una consistente difficoltà nel realizzare forme partecipate di decisione. Viene in tal modo mortificata la nativa corresponsabilità dei laici nella missione della Chiesa, affermata con nitore dal Concilio. Molti i motivi di questa perdurante configurazione, che tuttavia, secondo l’Autore, può trovare una via di evoluzione anzitutto ripensando la presenza dei laici nella Chiesa, riconoscendo loro un ruolo adulto e non surrogabile nel discernimento dei ‘segni dei tempi’; in secondo luogo potenziando gli ambiti di libera opinione nella Chiesa; cercando, infine, metodi mediante i quali giungere a formare un’opinione tendenzialmente comune.
€ 4,00
Cosa resta del purgatorio? A proposito di una dottrina dimenticata digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 4
Anno: 2011
L’interrogativo che fa da titolo all’intervento di mons. Giacomo Canobbio, docente di Teologia dogmatica alla Facoltà teologica di Milano, esprime l’esiguo interesse che teologia e predicazione hanno dedicato in questi ultimi tempi al tema del purgatorio e in genere alle ‘cose ultime’. Lo studio che qui presentiamo risponde quindi all’esigenza di precisare ‘cosa resta’ di una dottrina che ha occupato non poco teologia e pratica religiosa dei secoli scorsi. L’Autore anzitutto la colloca sullo sfondo della dottrina del sacramento della penitenza, sganciandola quindi dalla dottrina escatologica, operazione che permette di intenderla principalmente come condizione di faticosa penitenza in vista della beatitudine compiuta. Si tratta di una situazione di passività, poiché dopo la morte la libertà umana non è più in gioco e con essa cessa la possibilità di acquisire meriti: il processo di purificazione è solo opera di Dio, al quale si associa la Chiesa che interviene con la sua preghiera di suffragio. Così inteso, il Purgatorio può essere visto quale «processo trasfigurante nel quale l’amore di Dio in Cristo dispone all’incontro beatificante con Lui. Siccome poi nessuno è “in Cristo” da solo,ma grazie alla Chiesa e nella Chiesa, la dottrina sul purgatorio si configura come un paragrafo della ecclesiologia e della teologia sacramentaria».
€ 4,00
Il Paradiso: beatitudine destinata agli umani digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 12
Anno: 2011
Si conclude con queste pagine il trittico di articoli dedicati da mons. Giacomo Canobbio ai cosiddetti novissimi (cfr. L’inferno in questione, 12/2009, pp. 825 ss. e Cosa resta del purgatorio? A proposito di una dottrina dimenticata, 4/2011, pp. 239 ss.). Questi tre contributi di sintesi concorrono ad ovviare a una sorta di afasia che talvolta affligge la comunità cristiana a proposito del destino ultimo degli uomini. Tale destino, stabilito da Dio per tutti, è la beatitudine. Esso è il fondamento del desiderio di felicità che abita il cuore di ognuno, quel movimento inesausto verso la pienezza, che anima la storia umana.
€ 4,00
Riscoprire l’anima? digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 6
Anno: 2009
L’anima torna a far parlare di sé, e a far discutere. Lo testimoniano recenti, fortunate, pubblicazioni, ma anche le sempre nuove acquisizioni delle neuroscienze che, sulla base dello studio del cervello, vogliono rendere ragione della particolarità della persona umana senza ricorrere allo spirito o a un principio di altra ‘natura’. Di fronte a queste prospettive la teologia è provocata a interrogarsi sulla possibilità/ necessità di affermare negli umani un elemento che non si identifichi con il cervello e neppure con l’energia che pervade l’universo. Affronta questo compito il noto teologo mons. Giacomo Canobbio che, dopo aver presentato le posizioni delle neuroscienze e aver sinteticamente riletto la tradizione biblico-teologica sul tema dell’anima, ricorda che essa rappresenta come un leitmotiv in tutto il corso del pensiero occidentale. L’idea di anima mirava anzitutto a salvaguardare la singolare origine e quindi l’unicità dell’essere umano e, in secondo luogo, rappresentava il necessario presupposto per destinare all’uomo la vita eterna. Ancor oggi «il termine “anima” è lo strumento linguistico per dire che l’essere umano non può essere equiparato alle altre creature; con esso si vuol indicare che l’uomo ha un’origine e un destino originali, che si riflettono nel suo modo di porsi di fronte al mondo e di fronte a Dio».
€ 4,00
L’inferno in questione digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 12
Anno: 2009
L’approccio del cristiano ‘comune’ ai temi escatologici è fortemente cambiato negli anni recenti. Ciò vale in modo particolare per la dottrina dell’inferno, che ha risentito del più generale mutamento della visione di Dio, ora percepito più secondo la cifra della misericordia che della giustizia implacabile. Pensiamo sia quindi particolarmente utile offrire la possibilità di una seria ripresa teologica del tema, che dissolva l’ombra di scetticismo che lo vela, riducendolo a sopravvivenza di una sorpassata mentalità mitica o a retaggio di una religione della paura. Il contributo di mons. Giacomo Canobbio (docente di Teologia sistematica alla Facoltà teologica di Milano) si propone questo obiettivo anzitutto collocando la problematica nel quadro della sensibilità odierna, per poi rileggere il dato tradizionale con l’ausilio dei grandi teologi contemporanei che ne hanno favorito la ricomprensione. Capire che i «novissimi sono veramente l’aldilà dell’al di qua», ovvero il compimento del modo con il quale l’uomo determina la sua esistenza in rapporto al Dio della salvezza, è la premessa per comprendere il senso più profondo della dottrina dell’inferno: «Mantenere la responsabilità dell’uomo nella determinazione del suo destino ultimo, il quale non può venire “imposto” all’uomo se egli non vuole».
€ 4,00
Salvezza solo in Gesù Cristo? digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2007 - 5
Anno: 2007
L’articolo di Giacomo Canobbio (docente di Teologia sistematica alla Facoltà teologica di Milano e al seminario di Brescia) fa il punto su una questione molto dibattuta a livello teologico, quella del valore universale della salvezza in Gesù Cristo. Questo principio tradizionale della fede cattolica è stato ribadito dalla Dichiarazione Dominus Jesus a fronte di alcuni filoni della recente teologia delle religioni, secondo i quali limitare l’esperienza della salvezza al cristianesimo significherebbe contrastare lo stesso piano di Dio che prevede il pluralismo religioso. L’Autore, recensendo tali orientamenti, sottolinea la necessità di approfondire il concetto di ‘salvezza’. Essa non va definita in base alle esperienze e alle attese umane, bensì a partire dalla rivelazione di Dio in Gesù Cristo, che le ha assunte, ‘aperte’ e portate a compimento. In questo senso «salvezza è configurazione a un uomo della storia che è l’autocomunicazione di Dio, poiché in esso è dato vedere quale sia l’umano compiuto. È per questo che si può plausibilmente continuare a sostenere che “non c’è alcun altro nome nel quale essere salvati”».
€ 4,00
Appartenenze con riserva e soggettivizzazione della fede: quale via di uscita? digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2006 - 2
Anno: 2006
Quali sono i criteri in forza dei quali è possibile identificare l’adesione alla fede cristiana? La domanda, antica come la Chiesa stessa, oggi è formulata attraverso le categorie di soggettivizzazione della fede, appartenenza con riserva, relativismo morale, cristianesimo della soglia. Con tali espressioni si vuole esprimere così la tendenza, oggi sempre più marcata, a non conformarsi ai parametri oggettivi dell’ortodossia e dell’ortoprassi. Mons. Giacomo Canobbio (vicario per la cultura nella diocesi di Brescia, docente di Teologia sistematica al seminario di Brescia e alla Facoltà teologica di Milano) illustra in quest’articolo alcune ragioni soggiacenti al fenomeno, sia interne sia esterne alla comunità cristiana. Ma soprattutto l’Autore si chiede che cosa è opportuno fare perché venga conseguito il reale obbiettivo della pastorale, «far vivere un’esistenza cristiana che comporti l’assunzione di tutti i suoi elementi costitutivi». Certo, i principi possono e devono essere affermati. Con la consapevolezza che tutti, pur non potendo aderguarvisi in pienezza, a essi devono tendere. Ma senza mirare a un cristianesimo elitario. Soprattutto, e positivamente, «la Chiesa in ogni sua articolazione non potrà non aiutare i credenti a cogliere il senso delle sue indicazioni, onde appaiano assumibili e praticabili».
€ 4,00
La difficile speranza. Testimoni di Cristo risorto digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2005 - 7-8
Anno: 2005
Tempi difficili, questi, per la speranza. Il futuro tende ad apparire più come una minaccia che come un orizzonte promettente. Sarà la caduta delle ideologie, sarà il declino del nostro Paese e dell’Europa, sarà l’autocentratura post-moderna delle identità senza una causa che sappia mobilitare passioni, dedizione, intelligenza: purtroppo la rassegnazione al piccolo cabotaggio, se non addirittura la paura, costituiscono atteggiamenti sempre più diffusi nella nostra società, in particolare tra le giovani generazioni. È su questo sfondo culturale che mons. Giacomo Canobbio (docente di Teologia sistematica alla Facoltà teologica di Milano e al Seminario di Brescia) propone una riflessione di grande spessore, anche esistenziale, su come vivere, ripensare e attestare la speranza cristiana oggi. L’Autore sviluppa il discorso a partire dall’angolatura tematica del Convegno ecclesiale del 2006 su «Testimoni di Cristo risorto, speranza del mondo» (ne è appena uscita la traccia preparatoria, di cui l’articolo non ha potuto tener conto essendo stato scritto precedentemente). L’argomento del Convegno suona molto pertinente nell’attuale congiuntura culturale: «L’annuncio di una speranza trascendente si propone come antidoto non solo alla delusione, ma pure alla rinuncia a cercare ragioni ulteriori per l’esistenza umana, una volta constatato che sono cadute quelle che sembravano plausibili».
€ 4,00
Gesù, misura di ogni cosa. «Il Signore» di Romano Guardini digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2005 - 9
Anno: 2005
È uscita in questi giorni per i tipi di Vita e Pensiero e Morcelliana la seconda edizione italiana (completamente rinnovata) del Signore di Romano Guardini. Il libro, un classico del pensiero cristiano del Novecento, è stato un punto di riferimento per generazioni di credenti. A quasi settant’anni dalla sua pubblicazione originaria in Germania, esso rivela ancora la capacità di far cogliere la figura di Gesù, con la sua incommensurabile grandezza, e di favorire l’incontro con lui. Pubblichiamo qui l’Introduzione di mons. Giacomo Canobbio, docente di Teologia sistematica al Seminario di Brescia e alla Facoltà teologica di Milano.
€ 4,00
 
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