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Enzo Biemmi

Scritti dell'autore

Del ‘buon uso’ del Catechismo della Chiesa Cattolica digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 2
Anno: 2013
L’impiego del Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) nella catechesi e nella formazione dei catechisti merita una riflessione. Il testo, recentemente riproposto da Benedetto XVI come «sussidio prezioso» per l’anno della fede, non si presta infatti a un facile e immediato impiego nelle dinamiche della catechesi, intesa quale atto vivo di trasmissione della fede. Le competenti e articolate riflessioni di fr. Enzo Biemmi, FSF, presidente del gruppo dei catecheti europei e direttore dell’ISSR di Verona, riprendono le caratteristiche del CCC nel quadro della tradizione dei grandi catechismi del passato per meglio comprendere il suo ‘buon uso’ pastorale. Distinguere catechismo da catechesi, evitare di ridurre la Rivelazione a somma di verità da credere, prestare attenzione ai contenuti del credere distinguendoli dalla loro riduzione dottrinale: questi alcuni dei suggerimenti che convergono nel ricordare che al centro della catechesi sta la Parola di Dio letta secondo la comprensione della Chiesa. «Si serve la fede quando se ne assicura la sua struttura fondamentale, quando rimane indissolubilmente atto, contenuto e atteggiamento. Risulta così chiaro che la lettura del CCC è buona quando, attraverso il contenuto, suscita l’atto della fede e conduce all’atteggiamento di una vita conforme al dono ricevuto».
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Catechesi e iniziazione cristiana. Una sfida complessa digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 1
Anno: 2012
Il compito di ripensare l’iniziazione cristiana può essere paragonato a quello della ristrutturazione di una casa antica e ormai invecchiata, «non per rimettere in valore il suo pregio di antichità (la tradizione) ma per renderla abitabile per gli inquilini di oggi. I quali, tra l’altro, non hanno nessuna intenzione di uscire da essa nel tempo della ristrutturazione ». Con questa immagine fr. Enzo Biemmi, FSF, Presidente del Gruppo catecheti europei e Direttore dell’ISSR di Verona, sintetizza la complessità dell’annuncio nei paesi di antica cristianità. Il suo intervento si propone di restituire le convinzioni maturate durante questi ultimi anni in Italia nei processi di sperimentazione che hanno cercato il superamento del tradizionale ‘catechismo’ scolastico settimanale, sintetizzandole in tre punti di convergenza: la convinta scelta della triplice prospettiva missionaria, iniziatica e antropologica; il recupero della centralità della comunità ecclesiale e della famiglia nell’iniziazione cristiana dei ragazzi; la presa in carico da parte di un gruppo variegato di persone del compito complesso dell’iniziazione cristiana. Tuttavia, sottolinea l’Autore, per potersi affermare, queste acquisizioni richiedono a loro sostegno un appoggio convinto dei vescovi, l’assistenza della rifl essione catechetica, la loro disponibilità a resistere e durare nel tempo: le sperimentazioni sono infatti oggi piccola cosa, rispetto all’impianto dominante in Italia, ancora fortemente tradizionale.
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L’iniziazione cristiana in Italia tra cambiamento e tradizione digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2005 - 9
Anno: 2005
L’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi costituisce senza dubbio uno dei capitoli più importanti, e problematici, dell’attività pastorale tutta. Se è vero che tre ragazzi su quattro cessano la pratica cristiana dopo la cresima, nonostante l’impegno profuso dalle comunità parrocchiali, qualcosa va rivisto nei modelli pastorali in atto. L’articolo recensisce alcune significative esperienze di innovazione avviate in diverse diocesi italiane e ne evidenzia le logiche soggiacenti. Comune è la convinzione circa la necessità di introdurre mutamenti graduali e coraggiosi, attenti alla concretezza delle situazioni. Fr. Enzo Biemmi, catecheta, è direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose di Verona.
€ 4,00
 
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