Il tuo browser non supporta JavaScript!

Enzo Bianchi

Enzo Bianchi
autore
Vita e Pensiero

È fondatore e priore della Comunità monastica di Bose. Uomo di fede e di cultura, attento al dialogo ecumenico, è firma di alcuni importanti giornali italiani e autore di numerose opere di successo, tra cui, negli ultimi anni: Il pane di ieri (2008, premio Pavese), Ogni cosa alla sua stagione (2010), Ama il prossimo tuo (2011, con M. Cacciari).

 

«Non vi è accordo possibile tra il bene e il male, ma lotta, guerra»
da La violenza e Dio

Condividi:

Scritti dell'autore

I quattro anni di papa Francesco digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2017 - 4
Anno: 2017
Sono passati quattro anni dall’inizio del pontificato di papa Francesco, un tempo nel quale si sono delineate chiaramente le linee ispiratrici della sua riforma: una riforma dei cuori, prima che delle strutture, attorno a Gesù Cristo e al suo Vangelo, in ogni circostanza richiamati come riferimenti essenziali e radicali nella vita della Chiesa e di ogni cristiano...
€ 3,60
«L’unità si fa camminando». Il dialogo tra cattolici e ortodossi oggi digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2016 - 3
Anno: 2016
Il recente incontro all’Avana tra papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill ha mostrato che questo è un tempo particolarmente propizio per l’ecumenismo. La tensione verso l’unità dei cristiani sembra conoscere, dopo una stagione faticosa, un rinnovato slancio. Il ‘dialogo della carità’ tra Chiesa cattolica e Chiese ortodosse sta trovando inattese convergenze, prima ancora che a livello teologico, nelle intenzioni, nei gesti, nello stile...
€ 3,60
La sacramentalità della Parola digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2016 - 9
Anno: 2016
Nell’Esortazione postsinodale Verbum Domini (2010), che raccoglie le indicazioni del Sinodo dedicato a La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa (2008), compare per la prima volta nel magistero pontificio il sintagma «sacramentalità della Parola». Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose, che ha partecipato attivamente ai lavori dell’Assemblea, approfondisce in questo documentato studio la centralità di tale affermazione teologica...
€ 3,60
Il presbitero e la povertà evangelica digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2015 - 1
Anno: 2015
La questione della povertà del clero si è imposta come centrale per l’identità e la missione del presbitero
€ 3,60
Fedeltà e misericordia digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2015 - 9
Anno: 2015
Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, dopo aver proposto alcuni rilievi circa l’Instrumentum laboris (in particolare a proposito dell’espressione ‘vangelo della famiglia’ e dei matrimoni misti), auspica che vengano individuati per alcuni divorziati risposati, e secondo stringenti condizioni, «dei cammini penitenziali che abbiano come possibile esito anche la ritrovata comunione eucaristica vissuta nell’assemblea della Chiesa di Dio»...
€ 3,60
Francesco, il papa del mutamento digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 7-8
Anno: 2013
€ 4,00
La violenza e Dio digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 12
Anno: 2013
Cristianesimo come religione dell’amore. L’identifi cazione è immediata, ma spesso rischia...
€ 4,00
Dalla messa tridentina alla riforma liturgica del Vaticano II digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 3
Anno: 2012
L’articolo che qui pubblichiamo ha un forte timbro autobiografico. Il priore di Bose racconta infatti come ha vissuto la messa negli anni precedenti la riforma liturgica. Molti lettori apprezzeranno queste pagine dense di memoria e ricche di suggestioni, riconoscendo se stessi nella testimonianza di Enzo Bianchi. Vi traspare tutto l’affetto verso una forma liturgica che è stata alimento spirituale imprescindibile nella prima parte della sua vita. Insieme, il testo evoca anche il passaggio alla nuova forma della messa, successiva al Vaticano II, con i suoi innegabili arricchimenti (in particolare la lingua e il lezionario) e taluni difetti (nel canto liturgico). L’Autore riconosce nella riforma «soprattutto la continuità, la tradizione che si accresce e si rinnova per non morire o decadere, ma che sa sempre conservare la stessa messa, la stessa alleanza tra Dio e il suo popolo».
€ 4,00
«Siate santi perché io sono santo» (Lv 19,2; 1Pt 1,16). La vocazione alla santità nella vita del presbitero oggi digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 7-8
Anno: 2012
Pubblichiamo il testo di un bell’intervento che Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose, ha recentemente rivolto a un’assemblea di presbiteri. La ricca meditazione, che riprende un tema decisivo della spiritualità sacerdotale, sia pure un po’ dimenticato in questi anni, fa risaltare la bellezza della vocazione cristiana alla santità nel quadro del rinnovamento dell’ecclesiologia e della spiritualità operato dal Concilio. La rifl essione addita ai presbiteri due riferimenti fondamentali: luogo della santifi cazione è anzitutto il proprio ministero, vissuto nell’esperienza del sostegno di Cristo e della sua Parola; la santità cristiana è santità di uomini e donne concrete, è santità nella carne. Il cammino di santifi cazione vuole quindi un cammino di umanizzazione: «La santifi cazione non chiede una fuga dalla storia o dall’umanità ma, al contrario, quando è autentica si mostra addirittura generatrice di storia, di relazioni. Sì, la santità è essenzialmente una questione di relazioni!».
€ 4,00
La passione del predicatore digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 2
Anno: 2011
Spesso l’omelia, anche a livello di opinione pubblica, viene criticata perché noiosa o ‘obesa’ o moraleggiante o aggressiva. D’altra parte essa, di fatto, oggi svolge una funzione troppo importante nel favorire la trasmissione della fede e la stessa conoscenza del Cristo Signore per essere semplicemente lasciata ai gusti personali del predicatore. La riflessione di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, descrive i caratteri dell’omelia cristiana, fondandoli anzitutto sullo stile della predicazione di Gesù, la cui sapienza, autorità e passione costituiscono il modello insuperabile per chi annuncia la Parola. L’approfondimento di queste tre caratteristiche offre un utile stimolo alla verifica dell’effettiva qualità delle nostre prediche, richiamando al dovere dell’imitazione di Cristo, per poter poi parlare ‘come’ Lui, ma anche alla ‘compassione’ per la comunità ricevuta dal Signore: infatti, quando questa manca, «allora proprio nell’omelia appaiono tutte le patologie del pastore: la collera, l’aggressione, il disprezzo, il rigorismo. E così la buona notizia risulta mortificata da una cattiva comunicazione, dove l’aggettivo “cattiva” non significa povera, ma fatta con sentimenti che non esprimono l’amore preveniente e sempre gratuito, la misericordia infinita di Dio, anzi li contraddicono».*
€ 4,00
Bellezza e liturgia. Una relazione costitutiva? digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 6
Anno: 2011
Dopo aver presentato alcune difficoltà inerenti alla riflessione sul rapporto tra bellezza e liturgia, il priore della Comunità monastica di Bose sviluppa la sua meditazione a partire dalla constatazione che la bellezza resta un enigma. Il discernimento della bellezza epifanica, rivelativa di Dio e della sua azione, richiede da parte dell’uomo un’educazione dell’intelligenza del cuore, un lungo e faticoso cammino ascetico: richiede, in una parola, la trasfigurazione dei sensi umani. Ciò vale in modo particolare per la liturgia, opus Dei, la cui bellezza si manifesta agli occhi della fede e si sperimenta con i sensi spirituali. La bellezza della liturgia va misurata sulla capacità che essa ha di far apparire l’azione del Signore, di fare segno alla presenza efficace di Cristo risorto. In quest’ottica, occorre avere una precisa consapevolezza: è l’arte che deve essere a servizio della liturgia, non viceversa. Servono dunque vigilanza e discernimento: la banalità, la sciatteria, la mancanza di qualità, tutto questo minaccia l’azione liturgica quanto un’arte troppo segnata da improvvisazione, una pretesa bellezza alla quale la liturgia serva come contesto in cui esprimersi.Tutto ciò che è opus hominis deve entrare nella liturgia solo se ha le qualità per essere al suo servizio.
€ 4,00
Il presbitero e la preghiera digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 11
Anno: 2011
La preghiera è semplicemente essenziale per un prete, come peraltro per ogni credente. Ne va della sua vita spirituale, della sua identità e dell’efficacia stessa del suo ministero. Il priore di Bose entra direttamente nel merito di un disagio diffuso in gran parte del clero: assediati dalle molte incombenze pastorali, liturgiche e caritative, spesso i preti sono esposti alla tentazione di non assegnare la priorità alla pratica dello stare con il Signore. Enzo Bianchi rileva con sapienza quanto sia decisivo perseverare nell’assiduità con il Signore, mettervi nel conto fatica e aridità, oltre che gioia e consolazione. L’invito alla ‘manutenzione’ e alla cura attenta di questa dimensione profonda della vita spirituale del presbitero è accompagnato dalla sottolineatura delle specificità della sua preghiera: l’ascolto di Dio e dei fratelli («un’arte fatta di sollecitudine, esercizio, attenzione, passione e custodia») e l’intercessione come atto dello stare davanti a Dio in nome del popolo che gli è stato affidato. Numerose, persuasive ed efficaci suggestioni derivano dalla lettura di questo articolo, quasi un sintetico lessico e una grammatica per una pratica da imparare sempre di nuovo.
€ 4,00
Educare alla fede come Gesù.Uno sguardo alla pedagogia evangelica digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 11
Anno: 2010
La bella meditazione di Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, riprende e approfondisce in termini radicali il tema dell’educazione alla fede. Essa prende le mosse dalla constatazione della crescente difficoltà che la comunità cristiana incontra nella trasmissione della fede e lancia la provocazione che causa non secondaria di questi insuccessi sia la povera conoscenza che gli stessi cristiani hanno di Gesù. La riflessione propone così di guardare al Gesù dei vangeli come stimolo a ripensare l’approccio educativo, poiché in lui si scorge «un’arte nell’incontrare l’altro, nel comunicare con l’altro, nel tessere con l’altro una relazione: l’arte di un educatore alla fede».Affidabilità, accoglienza, capacità di farsi vicino all’altro e comprendere il suo bisogno, valorizzazione della fede dell’altro: sono solo alcuni dei tratti dell’agire di Gesù che possono essere imitati dal testimone che vuole farsi evangelizzatore di Cristo e quindi «sa incontrare gli uomini in modo umanissimo; sa essere una persona affidabile, la cui umanità è credibile; sa essere presente all’altro, sa fare il dono della propria presenza; sa, in un decentramento di sé, fare segno a Gesù e, attraverso di lui, indicare Dio, il Dio che è amore».
€ 4,00
La parola di Dio nella vita del presbitero digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 7-8
Anno: 2009
Questa intensa riflessione di Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, affronta un tema costitutivo della vita del prete: il suo rapporto con la Parola di Dio.Ascoltatore della Parola, suo servo, il presbitero si lascia raggiungere, penetrare, misurare da essa in una relazione vitale che è anzitutto accogliente e obbediente. Questo fondamento è irrinunciabile al ministero della predicazione se vuole essere annuncio autentico e fedele della verità cristiana. In questo modo il presbitero vive la sua vocazione di ‘uomo spirituale’, consapevole che una predicazione animata da passione, capace di esprimere fede, amore e speranza, non è al riparo da fatiche e difficoltà. Perché la semina della Parola nel presbitero possa dare frutto, occorre lottare con le armi della preghiera e dell’assiduità nell’ascolto, tenendo come quotidiano punto di riferimento la parola di Gesù: «Non di solo pane vive l’uomo,ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio».
€ 4,00
La Parola di Dio oggi digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2008 - 10
Anno: 2008
In occasione del Sinodo generale dei vescovi su «La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa», abbiamo chiesto al priore di Bose, uno dei protagonisti della fioritura biblica nella Chiesa italiana del postconcilio, di tracciare un quadro di sintesi sull’argomento. Dopo un’utile chiarificazione terminologica, l’Autore sottolinea la decisiva importanza della Parola di Dio nella trasmissione della fede, che, per essere tale, deve configurarsi come «conforme al vangelo di Cristo testimoniato dalle Sante Scritture». Enzo Bianchi si sofferma poi sul rinnovamento suscitato dal Vaticano II nel tessuto ordinario della vita pastorale; certo, si tratta di un processo non ancora compiuto, ma se si considera il ‘bicchiere mezzo pieno’, non ci si potrà sottrarre alla convinzione che la «corsa della Parola» durante questi decenni è stata ricca di frutti nelle nostre Chiese. Tuttavia l’articolo mette in guardia da alcuni rischi che insidiano tale rinnovamento: le letture fondamentalista, carismatica e psicologizzante, accomunate dal misconoscimento del tratto caratteristico della Scrittura, cioè il suo attestare la rivelazione di Dio avvenuta nella storia di Israele e di Gesù Cristo. Le tre urgenze richiamate in conclusione (approfondimento della Dei Verbum, esegesi liturgica e centralità di Gesù Cristo) additano prospettive anche pastorali che occorrerà riprendere e sviluppare perché il dono prezioso della Parola continui a rendere vitale la nostra Chiesa.
€ 4,00
Ars celebrandi. L’eucaristia, fonte della spiritualità del presbitero digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2007 - 5
Anno: 2007
Il vescovo di Lille (Francia), mons. Gérard Defois, ha invitato fr. Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose, a svolgere questa relazione al presbiterio della diocesi riunito per la celebrazione della Messa crismale. Pubblichiamo il testo del suo intervento, che vorrebbe essere un contributo all’approfondimento e alla comprensione dell’ars celebrandi, con particolare attenzione all’ars celebrandi del presbitero nella sua presidenza eucaristica. Al centro di questa riflessione c’è infatti l’eucaristia, colta come fonte che alimenta la spiritualità del presbitero, che plasma la sua vita, e al tempo stesso come la massima epifania del suo presiedere la comunità cristiana. Nella celebrazione eucaristica il presbitero è chiamato a «fare segno» a Cristo, a far «vedere oltre», e dunque gli è richiesta un’exousía, un’autorevolezza che rifugga da ogni sciatteria e meccanicismo, ma anche da ogni protagonismo: i gesti liturgici devono raccontare l’azione di Dio e non diventare azione di chi li compie. Una particolare insistenza viene posta sul «mens concordet voci», sulla consonanza tra ciò che si dice con le labbra e ciò che si pensa con il cuore, sull’attenzione da porre affinché emerga quella bellezza che è sempre eloquenza efficace del gesto e della parola.
€ 4,00
Liturgia, tradizione, riforma digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2007 - 10
Anno: 2007
Queste pagine del priore di Bose sono ricche di risonanze affettive. Enzo Bianchi, infatti, sul messale di Pio V si è formato, è cresciuto nella fede, nell’intelligenza eucaristica e nella vita spirituale. Da quella liturgia è ‘migrato’ verso la liturgia della riforma conciliare, che meglio gli ha consentito di offrire a Dio il proprio culto spirituale con la Chiesa tutta, senza mai pensare che si fosse data rottura tra il messale di Pio V e quello di Paolo VI, bensì crescita e progresso. Questo è stato il percorso di una generazione, anche di preti. In questa consapevolezza si radicano le considerazioni dell’Autore sul motu proprio, sul suo retto uso e sui possibili abusi, sulle questioni aperte della sua recezione, nell’auspicio che il generoso gesto di Benedetto XVI sia raccolto dai tradizionalisti, aiutandoli a deporre durezze contrappositive e a ritrovare la comunione con la Chiesa.
€ 4,00
 
Pinterest