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Bruno Bignami

Bruno Bignami
autore
Vita e Pensiero
Don Bruno Bignami è sacerdote della Diocesi di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano.
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Scritti dell'autore

Un «magistero dei parroci»? Una rilettura di don Primo Mazzolari novitàdigital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2017 - 9
Anno: 2017
Come è noto, lo scorso giugno papa Francesco ha visitato le tombe di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani scegliendo di indirizzare i discorsi di commemorazione soprattutto ai preti e proponendo una rilettura dello specifico profilo sacerdotale delle due complesse figure. Don Bruno Bignami, presbitero della diocesi di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, analizza le parole pronunciate a Bozzolo, a partire dall’affermazione di Francesco del possibile darsi di un «magistero dei parroci»...
€ 3,60
«Le realtà che ci preoccupano sono sfide». Riflessioni teologico-morali e implicanze pastorali dopo Amoris Laetitia digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2016 - 6
Anno: 2016
Questo studio di don Bruno Bignami, sacerdote della diocesi di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, si colloca nel filone di interventi che la rivista sta dedicando alla ripresa dell’Esortazione postsinodale. L’Amoris Laetitia ha certo tracciato con forza una strada innovativa. Ora è tempo di riflettere sui cammini pastorali che possono concretizzarne le coraggiose linee ispiratrici...
€ 3,60
Abitare il mondo. La «casa comune» alla luce di «Laudato si’» digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2016 - 10
Anno: 2016
A poco più di un anno dalla sua promulgazione, torniamo sulla Lettera enciclica Laudato si’ rileggendola alla luce della categoria dell’abitare. Don Bruno Bignami, sacerdote della diocesi di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, mette a confronto i modi oggi dominanti di vivere nella ‘casa comune’ del mondo con il principio dell’ecologia integrale proposto nel cap. IV dell’enciclica...
€ 3,60
«Alla domenica mi sento veramente padre». Don Primo Mazzolari e la liturgia digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2014 - 5
Anno: 2014
Più conosciuto per il carattere profetico del suo impegno di riforma nella Chiesa preconciliare e per la sua sensibilità sociale, don Primo Mazzolari è stato un sacerdote che ha vissuto con impegno e passione tutte le dimensioni dell’essere prete in cura d’anime...
€ 3,60
La prima guerra mondiale e la ‘guerra giusta’. Il fallimento del teorema digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2014 - 9
Anno: 2014
Il centenario dello scoppio della prima guerra mondiale offre l’occasione per fare memoria di un evento che ha segnato il tragico passaggio a una nuova e più distruttiva forma di conflitto, ponendo alla stessa Chiesa cattolica la necessità di rivedere la propria dottrina sul tema della guerra...
€ 3,60
Preti in trincea. I cappellani militari nella prima guerra mondiale: condivisione, crisi e conversione digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2014 - 12
Anno: 2014
Don Bruno Bignami, sacerdote della Diocesi di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, completa qui la rievocazione del significato della prima guerra mondiale per il cattolicesimo italiano avviata nel fascicolo di settembre (La prima guerra mondiale e la ‘guerra giusta’...
€ 3,60
«Noi che apparteniamo al giorno, siamo sobri» (1Ts 5,8). Verso stili di vita alternativi digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 6
Anno: 2013
€ 4,00
La nuova evangelizzazione e i cercatori di Dio digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2013 - 10
Anno: 2013
Don Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, interviene con questa appassionata riflessione nel dibattito sulle forme della nuova evangelizzazione. L’autore si spende per un approccio aperto ed empatico delle comunità cristiane verso la variegata umanità odierna, così da divenire capaci di accogliere, ospitare e prendersi cura delle tante domande e sofferenze di cui sono portatori gli uomini del nostro tempo. Per la Chiesa si tratta quindi anzitutto di abbracciare con coraggio un rinnovato stile che trova la sua misura nel riflettere fedelmente gli atteggiamenti che furono di Gesù. Privilegiando in particolare la cifra della cura, che papa Francesco ha proposto quale riassuntiva di un cristianesimo desideroso di mettersi al servizio, dimentico dei numeri e della difesa delle proprie strutture: «Si tratta per molti aspetti di convertire la nostra immagine di Dio: solo allora c’è il passaggio nella fede delle nostre comunità dalla paura alla fiducia, dalla morte alla vita, dalla legge al vangelo. Le viscere di misericordia di Gesù lo portano a condividere, a ‘patire-con’ l’umanità».
€ 4,00
Il cibo a ogni vivente. Valore della terra e fame degli uomini: un rapporto da ricostruire. I digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 2
Anno: 2012
Mangiare non può essere considerato come un gesto semplice e dal signifi cato scontato. Le profonde trasformazioni che caratterizzano la nostra epoca sono attraversate anche una evidente crisi della cultura del cibo, manifestata da contraddizioni laceranti e dolorosissime che investono sia l’intero pianeta, diviso in zone dove il problema è l’obesità e altre dove manca il cibo, sia i drammi personali dei molti che – soprattutto in Occidente – non riescono a nutrirsi adeguatamente pur avendo accesso a cibo di qualità. Questi e altri paradossi legati all’alimentazione sono il punto d’avvio dell’approfondito e articolato studio di don Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano. Pubblichiamo qui la prima parte dello studio, che analizza le contraddizioni legate all’alimentazione e le loro radici, identifi cate dall’Autore in una cultura globalizzata e dominata dalla fi nanza. Essa favorisce la crescente perdita del rapporto con la terra e un impoverimento globale delle risorse culturali degli individui, compresa un’armonica cultura del cibo. Sul prossimo numero la rifl essione proseguirà mostrando come il principio eucaristico della condivisione possa costituire il perno per una reinterpretazione corretta delle dinamiche legate al nutrirsi favorendo un’antropologia relazionale e una prassi di giustizia.
€ 4,00
"Il cibo a ogni vivente". Valore della terra e fame umana: un rapporto da ricostruire. II digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 3
Anno: 2012
Questa seconda parte dello studio di don Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, mostra come l’esistenza eucaristica di Gesù rappresenti una grande scuola sul senso del mangiare. Gesù non è solo il Dio che prepara una mensa, ma addirittura offre se stesso come cibo; per questo nella tradizione cristiana solidarietà conviviale comunitaria e partecipazione al corpo e al sangue di Cristo si saldano, ponendo le premesse per una riflessione etica che ha trovato autorevole rilancio nel magistero sociale degli ultimi cinquanta anni. Nel percorso tratteggiato dall’Autore si comprende come il rapporto dell’uomo con la terra e i suoi frutti evochi i grandi temi della giustizia sociale e dell’antropologia relazionale. Riflettere sulla problematica del cibo rappresenta quindi una grande occasione per riprendere l’interrogativo etico su come promuovere concretamente la fraternità: in rispettoso rapporto col territorio, nella denuncia di logiche di ingiustizia condivise, in una consapevole educazione al consumo, nel non dimenticare, infine, che il senso più vero del pane sta nel poterlo spezzare con qualcuno.
€ 4,00
«Fino a quando sopporterò?». Il nostro tempo tra indignazione e tolleranza digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2012 - 12
Anno: 2012
Questi ultimi anni segnati dalla crisi economica hanno acuito diseguaglianza e sofferenza sociale. Sempre più numerose sono le manifestazioni di denuncia, anche violenta, che affermano come insopportabile il livello d’ingiustizia oggi raggiunto. Anche il magistero sociale della Chiesa, a partire dal Vaticano II e fino a Benedetto XVI, ha espresso pesanti parole d’accusa al mondo dell’economia, nel tentativo di arginare una visione troppo debole del legame sociale, che conduce all’insopportabile negazione dei diritti fondamentali di molti. Nel suo appassionato studio Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, trova nel Magistero e nella riflessione teologica recente i criteri per sviluppare una riflessione sulla tolleranza quale criterio di azione capace di spingere oltre la mera denuncia dell’intollerabile, che arriva a tutelare solo un ‘livello minimo’ di dignità. «Il minimo rappresenta la soglia di umanità sotto la quale non è possibile andare e il massimo valorizza la coscienza dell’altro capace di interpellare. Tra i due livelli c’è comunicazione. Il rifiuto dell’intollerabile, infatti, chiede tolleranza: non si può denunciare ingiustizie usando violenza e col proposito di eliminare l’altro. E la tolleranza non può far dimenticare che esistono situazioni inaccettabili, per le quali è necessario spendersi e fare tutto il possibile per ristabilire la dignità umana. Per questo, l’indignazione non basta. Ha il merito di mostrare l’inaccettabile, ma ha bisogno di trasformarsi in impegno per il bene. La tolleranza esprime proprio la decisione di caricarsi sulle spalle la responsabilità di costruire relazioni buone».
€ 4,00
«L’acqua è nostra!» (Gen 26,20).L’acqua, merce o diritto? I digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 3
Anno: 2011
Negli ultimi anni il controllo dei mercati idrici è divenuto una delle più ambite e redditizie frontiere del mercato globalizzato. L’acqua è stata così svilita a merce fra le altre, perdendo il riconoscimento di bene essenziale per la vita di ogni persona e,come sovente accade quando predominano le logiche del profitto, sono proprio le popolazioni più povere e marginali a pagare il prezzo più alto. Da anni la Chiesa e il suo magistero guardano preoccupati a questa situazione. Lo stesso Benedetto XVI è intervenuto riaffermando che diritto all’acqua e diritto primario alla vita sono indissolubilmente connessi e che è quindi necessario far maturare «una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni». Don Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, nel suo ampio studio offre una completa disamina della problematica, a partire – in questa prima sezione – anzitutto dalla descrizione dell’azione di accaparramento delle risorse idriche da parte delle multinazionali del settore e della relazione sempre più evidente fra accesso all’acqua e potere politico-economico. Il saggio si sviluppa in un secondo momento analizzando il significato che Bibbia e Magistero ecclesiale riconoscono all’acqua, traendone i criteri per un più ampio discernimento morale.
€ 4,00
«L’acqua è nostra!» (Gen 26,20). L’acqua, merce o diritto? II digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 4
Anno: 2011
Don Bruno Bignami, sacerdote diocesano di Cremona e docente di Teologia morale presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l’ISSR di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano, conclude qui il suo ampio studio presentando i principali interventi del magistero ecclesiale che valorizzano il significato sociale e religioso-simbolico dell’acqua. Il recupero di questa dimensione, che interpreta l’acqua come bene eccedente la semplice dimensione economica, rappresenta infatti il presupposto per un’adeguata impostazione dei relativi problemi etici. Don Bignami mostra come su questo tema si evidenzi chiaramente la contrapposizione di fondo tra due modelli di sviluppo, «quello che misura tutto in termini di profitto e quello di chi sa leggere in profondità la dimensione spirituale del vivere umano» e dei beni che le sono necessari. La visione cristiana del mondo porta così a considerare l’acqua un bene pubblico, di cui tutti hanno il diritto di godere: «Considerarla una merce come altri beni per creare profitti e per facilitare esclusioni rappresenta un tradimento del progetto di Dio».
€ 4,00
La scelta dell’energia nucleare: rilievi etico-civili digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 6
Anno: 2010
Nessun significativo dibattito o reazione dell’opinione pubblica (ecclesiale e non) è seguito alla scelta del governo italiano di tornare all’energia nucleare. Eppure si tratta di un argomento di grande rilevo non solo civile ma anche etico, come peraltro attestano recenti e autorevoli pronunciamenti del Magistero a proposito della questione ambientale. Il ricorso all’energia nucleare mette infatti a rischio la solidarietà tra le generazioni (che pianeta consegneremo alle generazioni future?) e la giustizia nei rapporti tra paesi ricchi e paesi poveri (siamo consapevoli dei pesanti costi che l’estrazione dell’uranio comporta per questi ultimi?). L’Autore, vicerettore del Seminario di Cremona, mette poi pertinentemente in relazione la problematica nucleare con il nostro paradigma socio- economico ispirato all’iperconsumo e alla crescita senza limiti, la cui insostenibilità è sotto gli occhi di tutti. Anche a proposito dell’energia ci sembra necessario, come afferma Benedetto XVI nella Caritas in veritate, ripensare a «un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell’essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita e sulla prudenza, virtù che indica gli atti da compiere oggi, in previsione di ciò che può accadere domani».
€ 4,00
«Rifare» la parrocchia. Attualità del metodo pastorale di don Primo Mazzolari digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 7-8
Anno: 2009
Lo studio di don Bruno Bignami, vicerettore del seminario vescovile di Cremona, ricorda, a cinquant’anni dalla morte, la figura forte e profetica di don Primo Mazzolari. L’angolo di lettura attraverso cui il prete di Bozzolo viene rievocato è quello della parrocchia, un tema fra i meno noti della sua riflessione, ma ugualmente centrale e di indubbio rilevo. Infatti, l’amore per la Chiesa, che traspare come valore centrale dell’esistenza di don Primo, si esplicita nel suo infaticabile e creativo lavoro in parrocchia. L’articolo presenta l’evoluzione del pensiero di Mazzolari sulla parrocchia e ne sottolinea la sorprendente attualità, soprattutto nella visione della comunità cristiana come casa ospitale per tutti.
€ 4,00
 
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